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TI.MAMME
04.04.20 - 08:000

Coronavirus, dodici domande e risposte per i futuri genitori

Quali sono i rischi per una gravidanza? Come ci si può proteggere? Si può trasmettere al bambino?

Mettere al mondo un figlio è sempre un momento speciale per i genitori. Ma in questo periodo particolare sono tante le domande alle quali non è sempre facile trovare una risposta ufficiale. Ecco perché l'Associazione Nascere Bene Ticino ha raggruppato 12 domande e le relative risposte riguardanti la gravidanza e il parto in questo delicato momento. La sintesi è condivisa dalle associazioni professionali di ginecologi e levatrici del Ticino. 

1. In gravidanza si è più esposti al coronavirus? 
Allo stato attuale delle conoscenze non ci sono maggiori probabilità per le donne in gravidanza di contrarre la Covid-19 o di avere sintomi più importanti. Perciò dal punto di vista medico le donne in attesa non sono inserite nelle categorie a rischio di Covid-19. Tuttavia, se presentassero dei sintomi sospetti l’OMS raccomanda di dar loro la priorità per fare un test (tampone). Questo perché il corpo e sistema immunitario subisce importanti cambiamenti, e in rari casi può accadere che in donne gravide certe infezioni respiratorie abbiano un decorso grave e perciò sono considerate più vulnerabili. È dunque importante che proteggersi applicando attentamente tutte le misure di precauzione consigliate dall’Ufficio Federale della Sanità Pubblica e segnalando rapidamente eventuali sintomi come febbre, tosse o difficoltà respiratorie.

2. Come ci si protegge dal Covid-19 durante la gravidanza? 
Per le misure di protezione dal contagio L’Ufficio Federale della Sanità Pubblica e l’OMS non fanno differenza fra le donne in gravidanza e il resto della popolazione: lavarsi spesso le mani e non toccarsi il viso, tossire e starnutire nel gomito e in fazzoletti che vanno poi eliminati, evitare i contatti con persone malate e ridurre al minimo quelli non indispensabili, mantenere sempre le distanze sociali (possibilmente 2 metri). È quindi meglio ridurre al minimo i rischi rimanendo tranquillamente a casa e rinviando incontri e visite di parenti e amici almeno fino a quando questo periodo di emergenza sarà passato.

3. Posso continuare con le visite di controllo e i corsi pre-parto? 
Vista la situazione, anche in Ticino i controlli pre-parto saranno forse un po’ diradati, ma continueranno ad essere eseguiti negli studi medici del/la proprio/a ginecologo/a (fino al termine e se necessario per altri 10 giorni) e/o presso il proprio domicilio da parte della levatrice. Inoltre si può far capo anche a consultazioni telefoniche. I corsi pre-parto negli ospedali sono generalmente sospesi, pertanto si consiglia di informarsi presso la propria levatrice o il/la ginecologo/a affinché si possa seguirne uno interattivo online, come ad esempio quelli proposti della Casa Maternità e Nascita lediecilune, oppure dello studio Amnios di Mendrisio. Anche singole levatrici e doule possono aiutare individualmente a prepararsi per il parto.

4. Cosa succede se risulto positiva al coronavirus? 
Allo stato attuale delle conoscenze, se non sono già presenti altre malattie, nelle donne in attesa il Covid-19 sembra avere un decorso piuttosto blando e non più grave rispetto al resto della popolazione, anzi in alcuni casi i sintomi sono apparsi anche più moderati, come un raffreddamento o una leggera influenza. Si sta comunque più attenti per il resto della gravidanza in particolare per proteggere le facoltà respiratorie. Bisognerà sicuramente applicare tutte le misure di precauzione e di monitoraggio raccomandate dalle autorità federali e cantonali e dal proprio medico come l’autoisolamento per almeno 10-14 giorni esteso anche a chi vive insieme a te per non diffondere il contagio. Nel frattempo si può ricorrere a consultazioni telefoniche via Skype, Face Time o altri canali. Se i sintomi dovessero peggiorare bisogna chiamare subito il medico che valuterà la necessità di procedere a nuovi esami o a un ricovero.

5. Posso trasmettere il coronavirus al bambino che ho in grembo? 
Allo stato attuale non ci sono prove definitive, comunque per ora il contagio da madre a feto sembra escluso perché il virus non è mai stato rilevato nel liquido amniotico, nel sangue del cordone ombelicale o nel latte materno, e per ora nessun bambino nato da madre infetta nel terzo trimestre è risultato positivo. Non si hanno ancora dati su quali potrebbero essere gli esiti nelle gravidanze delle donne che hanno contratto il virus nel primo e secondo trimestre di gravidanza. Le poche notizie di cui si dispone sono dunque piuttosto rassicuranti.

6. Dove conviene partorire in tempo di coronavirus?
Per le donne considerate a basso rischio perché hanno una gravidanza fisiologica e non sono positive al nuovo coronavirus non ci sono raccomandazioni particolari. Se partoriscono a domicilio o in una casa nascita con l’assistenza della propria levatrice ci sono meno occasioni di contagio. Se partoriscono in uno dei consueti punti nascita EOC (tranne Locarno e Mendrisio attualmente chiusi ai parti) o in una clinica (Santa Chiara e Sant'Anna) usufruiscono dell’assistenza medica ma entrano in contatto con più persone... Scegliere il parto a domicilio per evitare il rischio di un contagio in ospedale non è sbagliato, ma probabilmente non è una ragione sufficiente se poi non ci si sente davvero al sicuro. Bisogna pensarci bene, parlarne con il partner, la levatrice e il medico perché è importante sentirsi molto tranquilli e sereni.

7. Come funziona il parto se ho contratto il Covid-19? 
I protocolli applicati non sono uguali in tutte le maternità ticinesi. In generale in assenza di problemi polmonari il parto si svolge normalmente secondo le preferenze della donna. La clinica Sant'Anna accetta solo donne senza Covid-19 o relativi sintomi. Nell’EOC le donne positive al virus o con sintomi vengono preferibilmente inviate alla maternità di Bellinzona. Avere il Covid-19 non è un fattore per procedere al taglio cesareo che sarà praticato come prima solo per ragioni ostetriche con indicazione medica. Il taglio ritardato del cordone raccomandato dall’OMS per prevenire l’anemia del neonato rimane consigliato. Alcune fonti consigliano di evitare i parti prolungati e anche le induzioni e i cesarei programmati per non anticipare il rischio di trasmissione dell’infezione nell’ospedale. L’OMS ricorda che anche la donna con Covid-19 deve essere trattata con rispetto e dignità, ricevere comunicazioni chiare, avere accanto una persona di sua scelta e poter usufruire di soluzioni adeguate per controllare il dolore, per muoversi liberamente durante il travaglio e scegliere la posizione preferita per il parto. In qualsiasi caso saranno applicate rigorosamente le precauzioni necessarie per evitare di contagiare le persone che assistono. Nei reparti di maternità dell’EOC è previsto un percorso specifico per evitare un possibile contagio con le altre utenti del servizio.

8. Il bambino verrà separato per evitare il contagio?
Su questo punto non c’è unanimità fra esperti e i protocolli delle tre maternità aperte per donne con Covid-19 sono diversi (informarsi in anticipo), comunque negli ospedali EOC si applicano le raccomandazioni di OMS, Unicef e della maggior parte delle fonti autorevoli del mondo occidentale: garantire anche alle mamme con Covid-19 l’immediato contatto pelle a pelle e l’inizio dell’allattamento esclusivo tranne nei casi in cui le condizioni materne o neonatali (insufficienza respiratoria, necessità di assistenza intensiva) non lo permettessero. Dopo il parto le mamme con Covid-19 vengono isolate in una camera come entità mamma-bambino. Il motivo è che i benefici per il neonato del contatto continuo con la mamma sono maggiori rispetto al rischio di essere contagiato dal coronavirus. Verrà comunque raccomandato di rispettare tutte le precauzioni necessarie per non contagiare il bebè.

9. Il papà può assistere al parto e venire in visita?
Negli ospedali EOC tutti i papà possono assistere senza limitazioni al parto della donna anche se fosse affetta da Covid-19. In generale è ammessa una sola persona. Se il papà è positivo al coronavirus e ancora in quarantena dovrà rispettare le regole di precauzione e mettersi la mascherina per proteggere mamma e bebè. Nella maternità della clinica Santa Chiara in caso di mamma con Covid-19 i papà o un’altra persona non sono ammessi, ma i protocolli potrebbero cambiare e consigliamo di informarsi prima. Nei giorni successivi sono ammesse solo le visite dei papà; ad esempio all’ospedale Civico di Lugano e alla Clinica Sant’Anna sono limitate a un'ora nel pomeriggio e alla clinica Santa Chiara a mezz’ora fra le 18.00 e le 20.00. Le visite di figli, parenti e amici sono vietate per diminuire i rischi di infezione che possono arrivare dall’esterno, perciò le mamme sono incoraggiate a rientrare appena possibile al domicilio.

10. Se sono positiva al coronavirus posso allattare?
L’allattamento al seno è particolarmente indicato per lo sviluppo del sistema immunitario del neonato e dall’inizio dell’epidemia non è mai stato trovato il virus nel latte materno. Per questa ragione la maggior parte delle società professionali e degli enti sanitari, a cominciare dall’OMS, raccomanda a tutte le donne l’allattamento al seno secondo gli standard abituali: iniziare nella prima ora dopo la nascita e continuare in maniera esclusiva per almeno 6 mesi. Questo vale anche per le mamme affette da Covid-19 purché rispettino le precauzioni adeguate per non contagiare il neonato (mascherina, lavaggio delle mani e disinfezione dei capezzoli). Se per te ciò non fosse possibile è consigliata la spremitura del latte utilizzando contenitori rigorosamente sterilizzati affinché il bebè riceva comunque il tuo latte dal papà o da chi lo accudisce.

11. Una volta a casa come posso proteggere il neonato?
Dipende se qualcuno della famiglia è infetto. Se non è il caso, valgono le raccomandazioni generali dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica: non uscire se non per necessità, lavarsi spesso le mani e non toccarsi il volto, mantenere le distanze, ecc. Se ci fosse qualcuno di infetto in famiglia per evitare il contagio occorre separarsi all’interno dell’alloggio seguendo una serie di procedure che saranno indicate dal personale curante. Se invece la mamma fosse positiva al Covid-19 dovrà applicare tutte le misure per evitare di contagiare il bebè (igiene delle mani prima e dopo il contatto, utilizzo della mascherina chirurgica e disinfezione delle superfici quando si entra in contatto con lui). In questo caso il bambino sarà monitorato anche una volta tornati a casa. Con o senza Covid-19 a domicilio si potrà essere seguiti dalla levatrice di fiducia e dall’infermiera pediatrica, entrambe coperte dal sistema sanitario LaMal oppure cantonale. In generale, data l’attuale situazione di emergenza, si ricorre a consultazioni via telefono, Skype, Face Time o altri canali interattivi e le visite con esami che richiedono un contatto diretto saranno un po’ più brevi. Se tu o un tuo famigliare siete positive al coronavirus levatrici e infermiere dovranno disporre del materiale necessario per proteggersi dal contagio e con la vostra collaborazione applicheranno le modalità richieste dall’attuale situazione. 

12. Come posso fare se provo comunque ansia e paura? 
Anzitutto non bisogna sentirsi in colpa, quello che si prova non è un capriccio e necessita tutta la comprensione e il sostegno possibile perché questa è una situazione straordinaria in cui si vive uno dei momenti più importanti e delicati della vita di una donna! Rimani in contatto con la tua levatrice e/o con la tua doula perché possono rassicurarti e sostenerti anche sul piano emotivo. Se necessario puoi rivolgerti ad altre figure professionali come i tuoi medici curanti (ginecologo/a o medico di famiglia che possono indicarti a chi puoi rivolgerti) o un/a psicoterapeuta tramite i servizi cantonali preposti. 

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