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TI.MAMME
25.03.20 - 08:000

Adozione: «Quanto tempo per avere notizie, ma poi una gioia immensa»

Fabia ci ha raccontato i suoi sentimenti e stati d'animo quando hanno deciso di adottare una bambina dal Burkina Faso

Decidere di adottare un bambino è una scelta che cambia la vita. Ma l'iter burocratico a volte può essere davvero lungo. Abbiamo deciso di affrontare l'argomento intervistando direttamente le famiglie adottive. Ecco l'esperienza di Fabia, che ha condiviso con noi i primi momenti legati all'adozione. 

Come è nata la vostra avventura?
«La storia della nostra famiglia parte ben tre anni fa, anzi dieci anni fa, quando io e Andrea abbiamo condiviso la voglia di adottare un bambino. In Svizzera la procedura di adozione per il Burkina Faso prevede cinque anni di matrimonio o un minimo di età dei coniugi, e tre anni fa abbiamo inoltrato le carte. Non sapevamo cosa ci avrebbe aspettato, non avevamo idea dell'iter e delle emozioni che avremmo vissuto, sapevamo solo che avevamo il desiderio di dare una casa e una famiglia a un bambino che non l'aveva».

Come mai proprio il Burkina Faso?
«La famiglia di mio marito ha un associazione benefica in Burkina, costruiscono pozzi, centri giovanili e quindi avevamo già un legame con questo paese. Ma quando abbiamo iniziato ad informarci per l'adozione, il Burkina Faso non era tra i paesi che permettevano la procedura con la Svizzera. Nel contempo noi non avevamo ancora i requisiti richiesti per inoltrare la domanda. Poi la svolta, finalmente compiamo i cinque anni di matrimonio, inoltriamo la domanda e il Burkina Faso apre poco prima le porte per l'adozione. Ci siamo detti: è un segno, facciamolo! E così è partita l'avventura, fatta di burocrazia, lungaggini varie e attese infinite». 

Com'è stato l'iter burocratico? 
«Abbiamo depositato il nostro dossier in Burkina Faso nel dicembre del 2016 e dopo 18 mesi di silenzio assoluto da parte delle autorità del paese e dell'agenzia dell'adozione che ci seguiva, arriva finalmente un messaggio via whatsapp: "Una bambina in arrivo per voi!!!!". Mio marito lo legge per primo e mi chiama emozionatissimo: "È una bambina! È una bambina!". A quel punto non sapevamo ancora nulla, età viso, se fosse sana, come si chiamava... niente, sapevamo solo che era una femminuccia e che sarebbe stata la nostra bambina.
Le prime informazioni sono arrivate dal dossier della bimba scritto dal ministero delle adozioni del paese africano. Per ovvi motivi di privacy non voglio raccontare la storia della mia bimba, ma ciò che importava è che fosse sana, aveva compiuto da poco due anni e si chiamava Léonie, per noi il nome più bello del mondo».

E poi è filato tutto liscio?
«Dall'abbinamento (vale a dire il momento in cui il ministero delle adozioni comunica che hanno trovato un bambino alla coppia) sono passati tanti mesi, due per avere la prima foto e la prima visita dell'assistente sociale in orfanotrofio, e nove per la partenza. Ecco un secondo segno speciale di questa storia: siamo partiti esattamente nove mesi dopo l'abbinamento, insomma abbiamo avuto una gestazione e un parto naturale!
Léonie è splendida, una bambina serena e dolcissima, una gioia infinita dal primo momento che l'abbiamo stretta a noi.
Il percorso dell'adozione è sicuramente lungo, ma non è stato complicato per noi, solo molto lungo. Ho vissuto dei momenti di grande sconforto perché non ricevevamo notizie e sembrava che il momento dell'abbinamento non arrivasse mai. Diciamo che si allena la pazienza, che è un bene visto che dopo servirà tutta». 

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