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28.11.19 - 08:000

Maria Montessori, «la donna più interessante d'Europa»

L'impegno e le scelte della scienziata che rivoluzionò la pedagogia infantile

Educare i bambini alla libertà ed alla felicità: è questo il fondamento del sistema pedagogico più conosciuto ed utilizzato al mondo, chiamato il metodo Montessori. Lasciare ai più piccoli la facoltà di scegliere le attività da svolgere in base alle personali attitudini, sarebbe garanzia di successo nel loro operato secondo la logica di questo metodo educativo che nutre i suoi principi con l'assoluta attenzione per i pargoli.

Quali sono i capisaldi del metodo Montessori? Lasciati liberi di agire in un ambiente adeguatamente preparato, i bambini conquistano un ottimo sviluppo mentale grazie al quale poter assecondare le proprie inclinazioni personali e le tendenze umane quali ordine, orientamento, comunicazione e concentrazione, ma anche istinto di conservazione e mente matematica.

L'ambiente in cui crescere deve essere proprio a misura di bambino, ovvero costruito in proporzione ai suoi bisogni reali, con armoniosità e bellezza di forme, mantenendo ordine e pulizia e garantendo la facilità di movimento nello spazio. A rivoluzionare l'educazione infantile con questo metodo pedagogico è stata Maria Tecla Artemisia Montessori, più nota semplicemente come Maria Montessori, la donna che trasformò il sistema educativo non solo scolastico.

Gli studi. Nata in Italia nella seconda metà dell'Ottocento, Maria Montessori fu medico e neuropsichiatra infantile, educatrice e pedagogista, filosofa e scienziata e potè seguire il suo amore per lo studio e la conoscenza grazie al sostegno della madre ed alle indicazioni di uno zio, l'abate Stoppani, scienziato dedito alle dimostrazioni di possibile coesistenza di scienza e fede. Il padre l'avrebbe voluta insegnante, ma Maria riuscì a laurearsi in Medicina, terza donna alla sua epoca a raggiungere questo traguardo. Il suo interesse per i bambini, soprattutto i meno fortunati, la portò alla specializzazione in neuropsichiatria infantile ed all'attività di ricerca in laboratorio per lo studio di malattie e batteri dilaganti soprattutto negli ambienti più poveri e degradati. «Il mio non è un metodo educativo, ma una sorta di rivelazione» affermava la scienziata, mentre il suo sistema pedagogico faceva il giro del mondo acclamato ed apprezzato ovunque ed il suo impegno era per quei bambini considerati anormali e non adatti a frequentare la scuola. Per loro la dottoressa escluse problemi medici, dimostrando la necessità di un metodo pedagogico appropriato. Durante un congresso americano, nel 1913, fu definita la donna più interessante d'Europa ed il suo metodo molto apprezzato. Tornata in Italia avviò un corso di formazione per insegnati che richiamò 180 docenti da tutto il Paese. Le sue idee rivoluzionarie, però, si scontrarono con quelle dei regimi fascista in Italia e nazista in Germania e tutte le scuole che seguivano il famoso metodo furono chiuse. Sull'onda di questi avvenimenti Maria Montessori, all'inizio della secondo conflitto mondiale, si trasferì in India dove fu internata poiché proveniente da un Paese ostile. A fine guerra tornò in Italia e poi si trasferì nei Paesi Bassi.

Il figlio. La vita privata della scienziata rappresenta una realtà molto particolare. Era sentimentalmente legata al collega Giuseppe Montesano con il quale formava una coppia perfetta, ma il loro legame non si consolidò mai ufficialmente, neanche quando Maria rimase incinta. Anzi, i due medici si erano ripromessi di mantenere inalterata la propria relazione e di non sposare altre persone. Per questo il matrimonio di Montesano con un'altra donna fu del tutto inaspettato e segnò l'inizio di un lutto interminabile per Maria che cominciò a vestirsi sempre di nero. Il figlio nato nel 1898, Mario, era stato affidato ad una famiglia residente in un paesino del Lazio, dopo una gravidanza tenuta segreta, senza rivelare l'identità della sua mamma biologica che continuò a fargli visita durante tutta l'infanzia. Alla morte dei genitori adottivi, Maria Montessori riprese con sé il ragazzino ormai quattordicenne dicendogli di essere sua zia e portandolo in giro per il mondo. Scoperta la verità, Mario ne fu contrariato, ma superata l'iniziale ostilità, condivise pienamente il lavoro di sua madre.

Maria Montessori morì nel 1952 e sino alla fine si impegnò nella diffusione delle dottrine pedagogiche a vantaggio della crescita e della formazione migliore dei bambini nei quali confidava «per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo».


TMT (ti.mamme team)

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