L'OSPITE
08.07.14 - 17:440
Aggiornamento : 23.11.14 - 20:24

Occorre lungimiranza, non il paraocchi!

Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia FSFP

Le bande criminali non si fermano ai confini nazionali o analoghi. Spesso però, proprio quest’ultimi ostacolano le poliziotte e i poliziotti nel loro lavoro. In occasione della 92.esima Assemblea dei Delegati della Federazione Svizzera Funzionari di Polizia FSFP di fine giugno a Basilea, si è discusso degli effetti del federalismo sulla sicurezza. Dopodiché, giovedì i delegati della FSFP hanno accettato la risoluzione “Il federalismo non deve indebolire la sicurezza in Svizzera!”. Venerdì, sono intervenuti vari rappresentanti di spicco della politica e della Sicurezza interna.

 

La Federazione Svizzera Funzionari di Polizia FSFP con la sua la risoluzione “Il federalismo non deve indebolire la sicurezza in Svizzera!” domanda una formazione di polizia omogenea, un’unificazione delle competenze delle forze di sicurezza a livello della Confederazione (analoga alla SECO) e di evitare doppioni connessi al federalismo, così come un’ottimizzazione dei costi logistici. Queste misure contribuiranno a garantire la miglior sicurezza possibile con gli effettivi di polizia disponibili. La FSFP continua a perorare la propria richiesta d’aumento del personale sottolineando che, tutt’oggi, in Svizzera mancano diverse migliaia di agenti di polizia.

 

Venerdì scorso, la Consigliera nazionale Ida Glanzmann, il delegato della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) André Duvillard, la Comandante della polizia cantonale ginevrina Monica Bonfanti, il Comandante della Sicurezza militare Beat Eberle e il Professor Olivier Ribaux dell’università di Losanna si sono dedicati a questo tema, come pure a rispondere alle domande delle poliziotte e dei polizotti.

 

Nel suo intervento introduttivo, il Prof. Olivier Ribaux dell’Università di Losanna ha rilevato la non esistenza di un sistema ideale per la sicurezza interna, come pure la complessità e il rapido mutamento delle sfide nella lotta contro la criminalità. Eppure, nel caso in cui il federalismo si modernizzasse, questi ostacoli potrebbero essere oltrepassati in modo migliore.

 

Strategia a livello nazionale assente

"Il federalismo possiede l’enorme svantaggio di non agire in modo uniforme in materia di sicurezza interna svizzera”, queste le parole di André Duvillard, delegato della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS), puntualizzando che già 14 anni orsono tal constatazione emerse dal rapporto USIS (Esame del sistema di sicurezza interna della Svizzera). Sebbene oggi in varie fasi si lavora insieme in modo migliore, tramite vari concordati multilaterali fra cantoni o anche sulla base della convenzione sugli impieghi di polizia intercantonale (Ikapol), si è ben lungi dall’aver raggiunto l’auspicato. “Ho un sogno, nel quale tutti gli organi di sicurezza a livello federale saranno guidati da un’unica direzione, dove esisterà una vera e propria riserva di polizia a livello federale, come pure determinate competenze statalizzate. In questa visione, determinate competenze saranno nazionalizzate, realizzeranno centri di competenza regionali e vi sarà una strategia a livello nazionale concepita per la sicurezza interna” ha auspicato André Duvillard, aggiungendo inoltre che “C’è da dire che purtroppo, seppur si proferiscano ad alta voce, non tutti i sogni si realizzeranno”.

 

Aumento del personale e miglior collaborazione lavorativa

Per poter garantire anche in futuro la sicurezza delle cittadine e dei cittadini in Svizzera, ha suggerito Monica Bonfanti, Comandante della polizia cantonale ginevrina, aggiungendo altre proposte : “Se tutti i cantoni avessero a disposizione sufficiente personale, come pure una riserva mobile organizzata a livello federale, allora sì che il sistema attuale sarebbe la soluzione ideale”. È comunque necessario migliorare la collaborazione tra cantoni. A livello federale, la Comandante della polizia cantonale ginevrina auspica la realizzazione di un vero dipartimento di sicurezza, o altro analogo, per poter migliorare la coordinazione delle attività.

 

Non è possibile un aiuto spontaneo della polizia militare

"Reputo sia una buona idea quella di tentare di riunire tutti gli organi di sicurezza della Confederazione”, ha esordito il Comandante della Sicurezza militare Beat Eberle. Nel suo intervento ha pure evidenziato che nessuna legge di polizia farebbe al caso della polizia militare, se non una settantina di decreti. “Al momento, i poliziotti militari devono autovalutarsi da soli quando fanno qualcosa”, ha detto il brigadiere Eberle, sottolineando inoltre che : “Sarebbe regolare nei confronti dei membri della polizia militare poter sapere precisamente come e quando dovrebbero intervenire”. L’aiuto spontaneo che può permettersi la polizia militare senza consenso è stato riportato come esempio dal pubblico. Una situazione assurda alla base, poiché se succedesse qualcosa e un veicolo della polizia militare non intervenisse, la popolazione non lo capirebbe.

 

"Se i concordati non reggono, allora ci vogliono leggi federali"

"Quando guardo la lentezza dei cantoni nello sviluppo di qualcosa in comune per la sicurezza, effettivamente rimetto in questione il federalismo”, ha detto la Consigliera nazionale Ida Glanzmann. È molto importante per lei che la collaborazione tra i diversi protagonisti del settore, come polizia; Cgcf, MilSic e polizia dei trasporti, sia migliorata al punto che ogni zona ha i suoi compiti definiti e un’evidente complementarietà fra settori, come pure uno scambio dati che funziona egregiamente. “Proprio per questo è necessario trovare soluzioni mediante concordati, che vanno comunque firmati e attuati da tutti i cantoni. Altrimenti, l’alternativa sarà in base alle leggi federali”. Proprio a livello federale vi è necessità di coordinamento. Qui non è di certo il federalismo a rappresentare un ostacolo, bensì i quattro dipartimenti responsabili della sicurezza. “Di sicuro, posso senz’altro immaginarmi l’introduzione di un segretariato di stato per la sicurezza, o simili, e sono pronta a proporlo con un intervento a Berna.”. Ha poi concluso “Oggi mi sono assunta il mio compito che porterò avanti a Berna”

 

Le richieste della FSFP convincono la maggioranza

Nel dibattito conclusivo i partecipanti hanno concordato che le richieste nella risoluzione della FSFP “Il federalismo non deve indebolire la sicurezza in Svizzera!”, siano un buon supporto. D’altronde, le limitazioni non dovrebbero più sovraccaricare il lavoro quotidiano di poliziotte e poliziotti. In conclusione, il Presidente della FSFP Jean-Marc Widmer ha osservato che la risoluzione adottata il giorno prima è un passo importante nella giusta direzione, “Alcuni ostacoli devono comunque essere sormontati, quale la ripartizione finanziaria, gli eccessi nella difesa del proprio giardino, o ancora nella mancanza di celerità nelle modifiche legislative o dell’accettazione di soluzioni concordate”. Terminando ha colto l’occasione di ringraziare i partecipanti al dibattito per la nostra tutela futura.

 

La risoluzione “Il federalismo non deve indebolire la sicurezza in Svizzera!” in breve:

1. Formazione professionale di polizia permeabile per tutti gli organi della sicurezza pubblica di Confederazione, dei cantoni e dei comuni.

2. Creazione di un settore dipartimentale federale della sicurezza nel quale trovano posto fra gli altri il Corpo delle guardie di confine, la Sicurezza militare, la polizia dei trasporti e fedpol.

3. Utilizzo ottimale delle infrastrutture tramite il coordinamento centrale e il rafforzamento della collaborazione.

4. Ottimizzazione dei costi logistici, come uniformare a livello svizzero approvvigionamenti, distribuzione e stoccaggio.

 

Una formazione professionale di polizia permeabile fornirebbe un unico linguaggio per la sicurezza interna. Si potrebbe allora pervenire a una collaborazione più efficace. Pertanto, la formazione va chiaramente unificata in tutte le sue fasi.

 

L’unificazione delle forze di polizia della Confederazione permetterebbe l’ottimizzazione dell’adempimento d’incarichi di polizia di sicurezza a livello federale. L’attuale perdita di sinergie, dovuta alla ripartizione in svariati dipartimenti, si ridurrebbe e la collaborazione con le autorità competenti dei corpi di polizia locali migliorerebbe nettamente.

 

La complessa ripartizione delle infrastrutture e i doppioni complicano il lavoro di polizia, impegnando inutilmente risorse umane e causando costi aggiuntivi, nonché agevolando, in tal modo, l’impunità dei malfattori. Troppo spesso, molti collaboratori per la sicurezza interna sono limitati a causa di basi giuridiche diverse tra loro. Il pensiero federalista può diventare un ostacolo.

 

L’ottimizzazione dei costi può essere raggiunta tramite acquisti convenienti di materiale in un ottica di qualità / prezzo. Doppi depositi di merce dispendiosi potrebbero essere adeguati. Quel che sta già accadendo con i concordati, va esteso a livello nazionale.

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