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Timoteo LucchiniImposta preventiva contro l’evasione fiscale

31.08.22 - 20:00
Timoteo Lucchini, Gioventù Socialista Ticino
Timoteo Lucchini
Imposta preventiva contro l’evasione fiscale
Timoteo Lucchini, Gioventù Socialista Ticino

Il 25 settembre si andrà a votare sull’abolizione dell’imposta preventiva. Questa imposta alla fonte gioca un ruolo importante nella lotta all’evasione fiscale in quanto sottrae momentaneamente il 35% dei redditi da capitale (interessi, dividendi, vincite) finché essi non sono correttamente dichiarati. In questo modo si scoraggiano gli elusori e gli evasori fiscali portandoli a dichiarare i loro redditi conformemente.

Nonostante l’evidente importanza, la destra del parlamento sostiene l’abolizione dell’imposta preventiva spacciandola per un freno all’economia Svizzera. Ma è davvero così? L’abolizione beneficerà solamente alle più ricche fra le imprese svizzere (circa 200 multinazionali, pari allo 0.03%) e alle grandi imprese estere dirette da oligarchi: in quanto sono solo le grandi imprese che possono emettere obbligazioni per finanziarsi. Le piccole medie imprese non saranno favorite da questa pericolosa operazione. Secondo la destra invece tutto ciò dovrebbe portare a un magico incremento dell’economia generale.

Ma il peggio deve ancora venire: un documento strategico del Dipartimento federale delle finanze di Maurer mostra che Economiesuisse e Co. mirano a ridurre progressivamente le tasse per l’industria finanziaria e i suoi approfittatori. Verrebbero così tassati solo i salari, le pensioni e il consumo. L’abolizione dell’imposta preventiva rientra perfettamente in questo piano strategico borghese, poiché i conti di risparmio rimarranno gli unici ancora tassati dall’imposta preventiva.

Le istituzioni borghesi sostengono che le perdite fiscali saranno minime, tuttavia, con un tasso di interesse normale, potrebbero addirittura arrivare a 600-800 milioni di franchi ogni anno. Sarà la maggioranza del popolo svizzero che ancora una volta rischierà di subire le infide politiche borghesi e dovrà sostenere questo ammanco con ulteriori tasse o tagli nel servizio pubblico.

In sintesi, diciamo NO a questo inganno che andrà a scapito una volta di più della maggioranza del popolo.

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