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Santiago Storelli
L'OSPITE
17.01.22 - 17:000

​​Lo scherzo del secolo

Santiago Storelli membro di comitato della GISO

Una burla, come altrimenti definire l’oggetto su cui stiamo andando a votare? Perché se non la prendiamo sul ridere qua c’è da arrabbiarsi (e anche tanto) per le bugie che le istituzioni borghesi ci propinano da anni. L’ultima trovata è l’abolizione della tassa di bollo. Una tassa dell’1% che colpisce l’emissione di azioni per un valore superiore a un milione di franchi. Facile intuire che questa tassa colpisce solo una piccolissima parte delle imprese e le aziende dell’economia reale (quelle che ci danno lavoro) non ne sono interessate. Le istituzioni liberali, però, propongono di eliminare questa tassa togliendo ogni barriera a questo tipo di operazioni finanziarie con la scusa di dover far ripartire l’economia

Come se gli studi economici, a cui si affida la maggioranza liberale, prevedessero veramente qualcosa. Ma le grandi incoerenze tra teorie e realtà di tutti i giorni non sono facili da notare per chi non ci ha a che fare e, spesso, è più facile credere alle balle che ci propinano. Per capire veramente perché è necessario votare No all’abolizione della tassa di Bollo bisogna quindi analizzare tre difficili punti: 

in primo luogo dobbiamo renderci conto che il mercato dei titoli azionari è slegato dall’economia reale e che le oscillazioni sui grafici che immaginiamo quando pensiamo a WallStreet sono causate da supposizioni, apparenze e un pizzico di teatralità. La tassa di bollo è necessaria per rendere queste operazioni un minimo svantaggiose e per evitare che le grandi aziende facciano i loro comodi in borsa. 

In secondo luogo, invece, dobbiamo ricordarci che questa tassa si traduce in entrate fiscali. Soldi nostri! Le entrate per la Confederazione sono stimate a 250 milioni ma, se non vi sembra molto, sappiate che non finisce qui. Le istituzioni, serve degli interessi borghesi, infatti, puntano ad abolire tutte e tre le tasse di bollo e questo causerebbe un deficit di più di due miliardi di franchi. Soldi che causerebbero evidentemente tagli ai servizi di base e che ancora una volta penalizzerebbe il 99% della popolazione. 

Per concludere, dobbiamo anche capire perché l’abolizione di questa tassa, presente da più di 100 anni,  avviene proprio oggi. La pace sociale tra popolazione e grandi imprese in Svizzera è sempre stata molto forte ma, questo, è anche dovuto alla prosperità economica che ha accompagnato gli scorsi decenni. Oggi, con le difficoltà economiche dovute al Covid, le istituzioni hanno scelto di tirare nuovamente la corda facendo gli interessi dell’1% più ricco e giocando sul fatto che le conseguenze di questa scelta si vedranno quando ormai sarà troppo tardi! 

Per tutti questi motivi, l’abolizione di questa tassa di bollo, più che uno scherzo è uno schiaffo che le élites borghesi hanno nuovamente dato alla popolazione ed è quindi necessario votare No!

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