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L'OSPITE
09.09.21 - 09:570

Iniziativa 99%: autogol?

GUDC Ticino

L’iniziativa popolare “Sgravare i salari, tassare equamente il capitale”, o più brevemente iniziativa 99%, nasce dall’idea della sinistra di provare a redistribuire la ricchezza in Svizzera. A parere degli iniziativisti infatti la ricchezza nel nostro Paese sarebbe attualmente distribuita in modo squilibrato e il vigente sistema fiscale favorirebbe maggiormente i più ricchi invece di aiutare i più poveri.

L’economia svizzera dell’ultimo secolo si è contraddistinta a livello mondiale soprattutto per libertà economica (nell’ultimo decennio sempre nei primi 5 posti della classifica a livello globale) e competitività fiscale (imposte dirette ed indirette tra le più basse a livello mondiale).

Queste peculiarità, unite ad altre innumerevoli, quali segnatamente la neutralità, la stabilità, la capacità di innovarsi mantenendosi sempre competitiva, oltre alla garanzia di offrire un’alta qualità di vita hanno permesso alla Svizzera di attirare molti facoltosi interessati dall’estero, ma hanno anche creato un territorio favorevole alla proliferazione di piccole e medie imprese locali.

Un ipotetico inasprimento della tassazione come previsto dall’iniziativa 99% significherebbe cambiare radicalmente la direzione fino ad ora intrapresa, rischiando di mettere in pericolo il benessere economico fino ad ora raggiunto e andando ad intaccare quella stabilità da sempre caratteristica della Svizzera.

Questo perché un aumento tanto consistente dell’imposizione fiscale porterebbe ad una verosimile riduzione della competitività economica del nostro paese, traducendosi in una possibile fuga di imprese, datori di lavoro, ma anche persone facoltose, verso altri paesi fiscalmente più vantaggiosi. Inoltre le piccole e medie imprese nostrane, che rappresentano il 99% del totale delle aziende svizzere, secondo uno studio tecnico indipendente si vedrebbero fortemente penalizzate a causa dell’eccessiva imposizione fiscale. Si parla di una possibile diminuzione dei ricavi compresa tra il 26% e il 58% (“Auswirkungen einer Kapitaleinkommensbesteuerung im Umfang von 150 Prozent auf mittelständische Unternehmen und besonders Familienunternehmen in der Schweiz”, Zurigo Agosto 2020 di Lic. iur. HSG Dieter Weber e Taxpartner) con una conseguente perdita di competitività, data dal necessario aumento dei prezzi di vendita, e un possibile rischio di perdita di posti di lavoro, segnatamente a causa di programmi di riduzione costi oppure di uno spostamento delle attività all’estero. Sarebbe inoltre prevista una diminuzione importante degli investimenti che andrebbe a penalizzare fortemente le cosiddette Startups.

In una situazione globale di diffusa instabilità generale sarebbe irresponsabile andare ad intaccare quella stabilità che ci contraddistingue, rischiando addirittura di farsi un autogol, pericoloso e doloroso per tutti.

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