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L'OSPITE
08.04.20 - 09:400

Puntiamo alla sovranità alimentare!

Intervento del Partito Comunista ticinese

LUGANO - Durante l’emergenza pandemica da Covid-19 a non potersi fermare sono i settori ospedaliero, energetico, telecomunicazioni, postale e agricolo: a tutte/i gli impiegati/e che ci permettono di continuare a vivere, di salvare vite e superare questa crisi va la nostra solidarietà!

Questi settori sono strategici e devono poter rimanere in mano pubblica, anche l’agricoltura si dimostra indispensabile in tutte le sue forme: in questo momento poter disporre di un orto è un’opportunità di evasione mentale ma soprattutto di autoapprovvigionamento. La presenza capillare delle aziende agricole permette di rifornire con spesa a casa o presso la fattoria pure zone molto periferiche. Queste sono le filiere corte centrali nel concetto della sovranità alimentare e della sostenibilità ecologica della produzione agricole, nonché l’unica catena del valore, quella locale, che permette ai produttori primari un’entrata maggiore.

Eppure la forza della grande distribuzione si è fatta ancora sentire: i mercati agricoli hanno dovuto chiudere mentre la grande distribuzione sta realizzando un fatturato stratosferico.

Riprendendo le rivendicazioni di Uniterre e del Coordinamento europeo della Via Campesina, come pure la petizione che chiede al Consiglio federale di ritenere semi e piantine dell’orto come prodotti di prima necessità, sosteniamo i seguenti punti.

- la vendita di semi e piantine per l’orto e il giardino;
- la vendita diretta presso l’azienda agricola, i negozi delle fattorie, i mercati locali e agricoli devono poter restare aperti assicurando le norme igieniche accresciute;
- il sostegno e la promozione di canali di vendita alternativa come i gruppi di acquisto;
- le lavoratrici e i lavoratori del settore primario devono essere protetti secondo le norme igieniche accresciute;
- l’iniziativa per la sovranità alimentare pendente in commissione presso il Granconsiglio deve essere risolta al più presto vista l’urgenza e il prolungarsi della crisi per diversi mesi, abbiamo bisogno di un sistema agroalimentare di prossimità, sano, sostenibile, accessibile che garantisca salari dignitosi e posti di lavoro nelle zone periferiche.

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