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L'OSPITE
22.05.19 - 07:260

Gordola e il Label dell’energia

ing. Nicola Domenighetti, Municipale di Gordola

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Da alcuni anni Gordola fa parte del “gota” delle città dell’energia, dovrei quindi essere un municipale fiero di questo riconoscimento. Purtroppo però il mio scetticismo iniziale verso questo progetto si è man mano confermato e il proliferarsi di questo marchio è diventato, per diversi comuni, come una bella mano di verde con cui coprire pareti grigie e qualche crepa.

Ricordo che “Città dell’Energia” è un Comune o una città che s’impegna in modo continuativo a favore di un utilizzo efficiente dell’energia, della protezione del clima e delle energie rinnovabili nonché di una mobilità sostenibile.

Ma come fanno allora i comuni a conseguire e confermare questo Label così facilmente? Semplice, occorre sapere che nel punteggio può venir contabilizzato, come parzialmente realizzato (!), qualsiasi provvedimento deciso tramite risoluzione e messo a preventivo.

Chiaramente per un politico o partito è molto più semplice ed elettoralmente vincente condividere questo approccio: appoggiando cioè progetti e studi per centinaia di migliaia di franchi (tanto sono sussidiati… ma è pur sempre denaro del contribuente!), sapendo dall’inizio che non saranno realizzati ma che porteranno comunque punti “preziosi” per il Label.

Questo ha fatto sì che lo scopo primo di questo riconoscimento si è trasformato in una semplice e brutta operazione di propaganda politica, dove farsi bella mostra di sé davanti alla classica colonnina di ricarica per auto elettriche appena posata.

Personalmente non sono un ambientalista, ma credo nelle cose concrete, se posso vado a piedi o in bici, evito di sprecare cibo e risorse, per rispetto del prossimo e di chi non ne ha.

Ritengo che la responsabilità individuale e il buon senso sono molto più utili, di un cartello o della carta intestata con il logo blu della città dell’energia.

Sperperare centinaia di migliaia di franchi nell’operazione Label quando quasi tutti i nostri stabili comunali hanno un certificato energetico (misurato secondo SIA 2031: 2009) “G”, dove purtroppo “G” non sta per Gordola ma per ultimo posto su una scala da “A” a “G”, mi sembra fuori luogo e non certamente una dimostrazione di buon senso e responsabilità nella gestione della cosa pubblica.

Quindi evitiamo di mandare tecnici comunali a vendere lampadine LED o a corsi su prese elettriche per accaparrarsi qualche punto in più per il Label, ma investiamo le risorse umane e finanziarie che abbiamo per eseguire quelle opere che urgono e che alla fine porteranno qualcosa al nostro ambiente e alla nostra cittadinanza di Gordola.

Probabilmente resterò una voce fuori dal coro ma almeno sapete come la penso su questo spreco di soldi e perché ritengo la ri-certificazione inutile.
Nella speranza che anche qualcun d’altro si ravveda o che intervenga finalmente l’UFAM a ripristinare il ruolo esemplare che gli enti pubblici devono tenere nella politica ambientale.

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