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L'OSPITE
15.10.18 - 15:370
Aggiornamento : 16.10.18 - 10:41

Frontalieri della spesa

Omar Wicht, consigliere comunale Lugano

Spesso e volentieri, nei discorsi ricorrenti della gente in Ticino, si punta il dito sul fatto che molti ticinesi vanno a fare la spesa in Italia. A mio modo di vedere, andare a fare la spesa in Italia nei centri commerciali, purtroppo oltre ad essere estremamente vantaggioso, è anche una risposta parallela al nostro sistema ticinese, a ciò che quotidianamente subiamo sulla nostra pelle e mi spiego. 

Fare la spesa oltreconfine, è un po' come gli imprenditori locali che fanno la spesa di operai frontalieri a discapito dei Ticinesi. Non vedo cosa ci sia di male, lo fanno tutti ed è anche legale. Molti Ticinesi, per i molteplici problemi che ormai tutti conosciamo sono purtroppo costretti. Se si ha una famiglia e se si hanno dei figli da sfamare, è inevitabile.

Quando fai rifornimento oltreconfine, con 120-130 euro porti a casa le "riserve" per 10 giorni mentre qui in Ticino è diventato impossibile sopravvivere coi prezzi dei supermercati, costa tutto 3 volte di più. Lo dico a malincuore, io sarei il primo se potessi permettermelo a comperare tutto qui in Ticino, ma purtroppo quando si ha una famiglia, bisogna adottare la tattica frontaliere della spesa. Spesso e volentieri a Porlezza o Ponte Tresa, incontri Ticinesi doc, gente che non ti sogneresti mai di vedere riempire i carrelli alla Bennet o all'Iperal. Quello che mi fa riflettere di più è l'ipocrisia di molti, io sono sincero con me stesso e lo ammetto.

La spesa in Italia è vantaggiosa e la faccio. Non mi nascondo dietro maschere di cera, anzi punto il dito verso il nostro Cantone e gli chiedo:
volete i frontalieri perchè ne traete vantaggio? Non aiutate i Ticinesi in difficoltà economiche? Allora non lamentatevi se la gente fa la spesa in Italia. Quel giorno che il nostro governo adotterà delle misure a salvaguardia di paghe dignitose e di protezione dei posti di lavoro dei Ticinesi e residenti, magari si potrà fare la spesa in Ticino e fare girare l'economia ticinese. Il discorso sarebbe molto lungo e complesso, mi fermo qui dicendo: chi è senza peccato scagli la prima pietra, ne ho visti abbastanza di colleghi e perbenisti contro il frontalierato in colonna alle casse dell'Iperal.

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