OSPITE
09.04.18 - 08:000

Direttore, vorrei essere anche mamma!

Giaele Maggetti, vice-presidente GLRLV

Come molti giovani d’oggi anch’io sono impegnata in un percorso formativo che oltre a rispondere alle mie naturali inclinazioni, mi offra la possibilità di poter dare un giorno il mio piccolo contribuito per un futuro sempre migliore. Ho avuto la fortuna di nascere in un luogo meraviglioso, abitato da gente che ha sempre saputo coniugare al meglio gli interessi e le esigenze individuali con quelle della comunità oggi rappresentate dallo Stato. Tutto questo è stato reso possibile grazie a un delicato sistema di equilibri che facendo leva sulla fiducia tra il singolo cittadino e le parti sociali si è radicato nel nostro attuale sistema politico. Una specificità che ha consentito alla nostra nazione di raggiungere uno sviluppo economico e sociale oggi riconosciuto e invidiato dal mondo intero.

Pensando al mio futuro non riesco a immaginare la mia casa senza un bambino che crei disordine, che mi aspetti quando torno dal lavoro, che occupi le mie giornate e mi costringa a passare anche … qualche notte insonne! Come sarà possibile conciliare l’impegno famigliare con quello lavorativo? Riuscirò, io Donna, a rimanere nel mondo del lavoro senza dover rinunciare a una famiglia, dei figli ? Sono consapevole delle grandi difficoltà che incontra una mamma a rientrare nel mondo del lavoro dopo una gravidanza. A queste vanno aggiunti i costi elevati degli asili nido, insostenibili già per le famiglie normali, immaginarsi per quelle monoparentali! In altri Cantoni molte aziende favoriscono in vari modi il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro attraverso orari flessibili, asili aziendali, ecc. Perché da noi questi incentivi non decollano? Molte donne, costrette a sacrificare il sogno di poter essere mamme in carriera, scelgono di non avere figli. È una scelta condivisibile e sensata alla luce dell’invecchiamento della popolazione?

La speranza di non essere costretti a scegliere tra lavoro e famiglia sembrerebbe potersi avverare con la Riforma fiscale e sociale, proposta dall’attuale Governo che, con un potenziamento dei servizi e delle strutture di accoglienza, consentirebbe di meglio conciliare famiglia e lavoro. Oltre a queste misure è pure previsto un importante sostegno diretto alle famiglie in difficoltà, con un assegno parentale per il primo anno di vita del bambino e l’introduzione di norme di lavoro più al passo con i tempi. Il tutto in cambio di agevolazioni fiscali concesse al mondo imprenditoriale per evitare la fuga d’importanti contribuenti, oggi costretti a pagare in Ticino un carico fiscale superiore a quello che dovrebbero pagare in altri Cantoni.

Questa riforma, appoggiata all’unanimità dal nostro Governo, si ripromette di gettare le basi per una politica lungimirante e moderna che consenta di attuare una politica sociale a tutto vantaggio delle famiglie e dei ceti più deboli con misure puntuali e mirate.

A noi donne di continuare a essere un importante anello nel mondo del lavoro e ai nostri bambini di crescere in un ambiente dove gli equilibri e la parità tra uomo e donna sono acquisiti.

La riforma in votazione, è frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto tutte le parti in causa in perfetta sintonia con il nostro passato. Affossarla vorrebbe dire scatenare una inutile e pericolosa lotta di classe in cui a perdere saremmo davvero tutti. Per questi motivi, appoggerò con convinzione la Riforma fiscale e sociale, figlia di quel compromesso che rimane uno strumento fondamentale per fare della buona politica.

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