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05.04.18 - 11:000

AITI è favorevole al pacchetto fiscale e sociale

Associazione Industrie Ticinesi (AITI)

Un patto di paese fra cittadini, aziende e stato. Così deve essere considerato il pacchetto bilanciato di misure fiscali e sociali in votazione il prossimo 29 aprile a seguito del referendum promosso da parte della sinistra e del sindacato UNIA.

Il messaggio votato dal parlamento lo scorso 12 dicembre 2017, si prefigge di implementare un pacchetto di misure fiscali e sociali equilibrate che coinvolgano le principali componenti della società: contribuenti, famiglie e mondo del lavoro. AITI sostiene il pacchetto nella sua integrità e respinge l’affermazione che si tratti di un regalo fiscale ai ricchi contribuenti. Bisogna inoltre essere in chiaro sul fatto che, trattandosi di un vero e proprio patto di paese, senza l’approvazione delle misure fiscali le misure sociali non potranno entrare in vigore. Le misure sociali, interamente finanziate dalle imprese, rispondono alle oggettive necessità di numerose famiglie, di poter meglio conciliare il lavoro con gli impegni familiari. L’assegno parentale di 3'000 franchi per ogni nuovo nato per il primo anno di vita o per il figlio adottato; la riduzione delle rette degli asili nido, il sostegno finanziario alle persone che si occupano di famigliari curanti, ma anche il sostegno per la creazione di asili nido aziendali e più in generale la promozione a livello aziendale delle misure di conciliabilità fra lavoro e famiglia, sono una risposta concreta alle esigenze delle famiglie ticinesi.

Le misure fiscali previste non sono affatto un regalo ai ricchi. Il Ticino è un Cantone agli ultimi posti della competitività fiscale in Svizzera e il pacchetto fiscale e sociale permette al Ticino di rientrare nella media nazionale. Un Ticino fiscalmente concorrenziale è anche nell’interesse del ceto medio e delle famiglie con minori disponibilità. E’ infatti interesse di tutti mantenere sul territorio cantonale i contribuenti più facoltosi e le aziende che pagano un buon livello d’imposte e che permettono d’imporre fiscalmente i redditi medio-bassi al 60 % della media nazionale, facendo del Ticino il Cantone più sociale di tutta la Svizzera.

Rimanendo alla situazione attuale, senza nulla intentare e a seguito di una maggiore competitività fiscale degli altri Cantoni dopo l’abolizione a breve termine dei regimi fiscali speciali a livello cantonale, il Ticino rischia seriamente un esodo dei contribuenti più facoltosi e delle aziende che generano una parte importante del gettito fiscale. Un rischio che il Ticino non può permettersi di correre se vuole continuare a sostenere la crescita della propria economia e le prestazioni pubbliche ai cittadini.

La riduzione graduale e comunque contenuta dell’imposta sulla sostanza delle persone fisiche e il computo dell’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale sono misure fiscali selettive ma necessarie. D’altro canto la riforma fiscale guarda avanti promuovendo fiscalmente gli investimenti nelle aziende innovative start up e creando così nuove premesse per la creazione di posti di lavoro qualificati sul territorio.

Occorre essere costruttivi e lungimiranti, seguendo anche l’esempio di altri Cantoni svizzeri. Il pacchetto fiscale e sociale in votazione il 29 aprile non rappresenta solo un buon compromesso fra aziende, cittadini e stato, bensì si basa su riforme fiscali mirate che devono servire a generare nuovo gettito fiscale, con il quale lo stato organizza e distribuisce servizi a tutta la collettività.

Per tutti questi motivi, AITI sostiene la modifica della legge tributaria cantonale e invita a votare SI il prossimo 29 aprile 2018.

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