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09.08.16 - 17:000

Stanno demolendo i lavoratori ticinesi, ricostruiamo tutto partendo da Prima i Nostri

UDC Ticino, Segretariato cantonale

Ennesimo caso di dumping salariale, ennesimo caso nel quale un frontaliere viene preferito a un lavoratore ticinese. È ora di dire basta! L'ultima novità è scaturita dalla notizia di un architetto italiano pagato 2100 franchi lordi al mese. Incredibile ma... vero. Possibile che, pur avendo un'Accademia di architettura che sforna ogni anno decine di architetti, soprattutto ticinesi, non si potesse optare per uno di questi ultimi?

Con Prima i Nostri questo modo di agire non potrà più accadere, per questo motivo il prossimo 25 settembre vi chiediamo di votare Sì per salvaguardare il lavoro indigeno. Votiamo sì per evitare che questi casi di dumping salariale continuino a proliferare nel nostro cantone a scapito della nostra economia ancorando nella Costituzione il voto del 9 febbraio.

L’iniziativa costituzionale “Prima i nostri” si basa infatti su tre pilastri fondamentali, ma nel caso specifico basta elencare i primi due. Il primo è la reintroduzione del principio della “preferenza indigena” nel mercato del lavoro: a parità di competenze il datore di lavoro è obbligato ad assumere un lavoratore residente evitando altresì l’effetto di sostituzione. In secondo luogo vi è la lotta contro la pressione al ribasso sui salari (dumping salariale): bisogna evitare che il lavoratore ticinese sia sottoposto al ricatto “o accetti una diminuzione del salario oppure sei licenziato” perché alla porta vi è un frontaliere pronto a prendere il lavoro pur essendo pagato con un salario da fame.

La clausola di preferenza indigena contribuirà in modo importante a ridurre l'effetto dumping salariale in quanto, dando la preferenza ai residenti, i frontalieri non potranno più accedere al mercato del lavoro se non realmente necessari (perché mancano residenti) e di conseguenza diminuirà sensibilmente la pressione sui salari per i ticinesi.

È giunto veramente il momento che il lavoratore ticinese si faccia sentire per fare valere i propri diritti.

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