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03.10.06 - 14:500
Aggiornamento : 15.11.14 - 21:00

DIABETE: SPORT ARMA VINCENTE PER PREVENZIONE, INIZIATIVE GIORNATA FAND

Milano, 3 ott. (Adnkronos Salute) - Sono circa 3.000.000 gli italiani affetti da diabete di tipo II, ma si stima che almeno un altro milione di persone ancora non sappia di essere malato. Proprio per sottolineare l’importanza della diagnosi precoce e della prevenzione la Fand (Associazione Italiana Diabetici) ha in programma, da domani e per tutto il mese di novembre, una serie di iniziative in occasione della Giornata Nazionale del Diabete, che si celebra domani. La manifestazione, presentata oggi a Milano, ha l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio del ministero della Salute e della Pubblica Istruzione. Per individuare il prima possibile chi è a rischio, e informare gli italiani sui corretti stili di vita, la Fand organizza in molte città d’Italia appuntamenti ad hoc (con misurazione della pressione e della glicemia. Per informazioni www.fand.it), con un occhio in particolare all’attività fisica. “Quest’anno il nostro appello è a favore della pratica dell’esercizio fisico e dello sport, sia come arma fondamentale per la prevenzione, sia per una migliore gestione della malattia da parte dei diabetici di tipo II - sottolinea il presidente dell’associazione, Vera Buondonno – Per questo ci impegniamo in progetti che facilitino l’avvicinamento alla pratica dell’esercizio fisico da parte dei diabetici di tipo II”. L’associazione chiede quindi ai medici di prescrivere il movimento come fosse un farmaco, “e alle istituzioni di supportare questi progetti, anche agevolando l’accesso ai luoghi dove l’esercizio può essere praticato”. Anche Carla De Albertis, assessore alla Salute del Comune di Milano, condivide l’appello di Fand a favore dello sport. “Proprio l’attiva partecipazione a programmi di prevenzione per correggere i comportamenti che favoriscono l’insorgenza del diabete - dice l’assessore - rappresenta uno degli obiettivi fondamentali di questo assessorato”. “La terapia del diabete non è costituita solo dalle medicine – interviene Antonio Pontiroli, primario di Medicina Interna Ospedale San Paolo di Milano, diabetologo e ordinario di Medicina interna all’Università di Milano – L’esercizio fisico è fondamentale sia per mantenere uno stato di salute ottimale, sia per prevenire malattie quali il diabete. A questo proposito - ricorda - il recente studio Islet 2005 ha dimostrato che le persone con diabete di tipo1 possono praticare attività sportiva anche in condizioni estreme. Provando anche che chi è colpito dalla malattia può condurre una vita normale e priva di limitazioni”. Ancora più importanti i benefici per il diabete di tipo 2. “Una modifica dello stile di vita, con più attività fisica, alimentazione corretta, diminuzione del peso corporeo - dice il diabetologo - previene il diabete tipo 2 e le sue complicanze cardiovascolari. Nei pazienti con questa forma della malattia, inoltre, più è intensa l’attività fisica, maggiori sono i miglioramenti del quadro clinico generale, come glicemia, emoglobina glicata, lipidi plasmatici, peso corporeo, circonferenza della vita”. Insomma, secondo Pontiroli “ogni paziente dovrebbe essere affiancato da un istruttore che lo aiuti a svolgere l’attività fisica più idonea, come strumento essenziale della terapia ottimale”. “La prevenzione è parte integrante del diritto alla salute sancito dalla Costituzione – sostiene la senatrice Emanuela Baio Dossi, capogruppo dell’Ulivo in commissione Igiene e Sanità del Sanità - Per tradurre in fatti concreti questo sacrosanto diritto, il Governo ha recentemente rinegoziato gli accordi fra Stato e Regioni, individuando le risorse da dedicare a una campagna informativa sul diabete che si rivolga ai soggetti a rischio e a coloro che sono già malati senza saperlo. Occorre sostenere le associazioni presenti sul territorio - prosegue - affinché arrivino a svolgere un capillare “porta a porta”, sia per sensibilizzare alla prevenzione, sia per garantire ai pazienti e alle loro famiglie le migliori condizioni possibili per affrontare la malattia”. Sul fronte della ricerca, le prospettive, sembrano positive, grazie a un “costante affinamento delle armi a nostra disposizione - afferma Guido Pozza, docente di Medicina interna all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano - Per quanto riguarda la prevenzione, la possibilità di riconoscere la predisposizione ad ammalarsi di diabete di tipo I permette interventi precoci, capaci prevenire il manifestarsi del quadro clinico della malattia. Mentre la spiccata familiarità, il sovrappeso e la diminuita tolleranza ai carboidrati, facilmente riconoscibile attraverso esami di laboratorio, permette di prevenire o ritardare la comparsa del tipo II, proprio intervenendo sullo stile di vita”. (Red-Mal/Adnkronos Salute)

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