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Ozil e Amine Gulse si sono sposati in un lussuoso hotel sul Bosforo
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TURCHIA
08.06.19 - 18:530

Ozil sposa la sua miss, Erdogan testimone

Felice ed emozionata, la coppia ne ha accolto gli auguri di prosperità davanti al jet-set locale e internazionale. I regali sono stati dirottati verso opere benefiche

ISTANBUL - La cornice è quella ideale per i rotocalchi: calciatore famoso sposa miss nell'incantevole scenario di un hotel extra-lusso sulle rive del Bosforo. Ma quando c'è di mezzo Recep Tayyip Erdogan, tutto assume un tratto politico. Tanto più se il giocatore in questione, il tedesco di origini turche Mesut Ozil, è già stato al centro di accese polemiche proprio per la sua relazione privilegiata con il presidente.

Oltre la cronaca rosa, non potevano quindi passare inosservate le nozze da sogno celebrate ieri sera a Istanbul tra la stella dell'Arsenal e l'attrice e modella Amine Gulse, miss Turchia nel 2014.

Testimoni, uno per parte, il capo dello stato e la first lady Emine. Felice ed emozionata, la coppia ne ha accolto gli auguri di prosperità davanti al jet-set locale e internazionale, insieme alle lodi per la loro generosità: i regali di matrimonio dei tifosi sono stati dirottati verso opere benefiche, insieme a una massiccia donazione alla Mezzaluna Rossa turca: mentre al Four Seasons si festeggiavano i novelli sposi, veniva reso noto che a 15 mila turchi e profughi siriani era stata offerta una cena.

La parabola di avvicinamento del calciatore al presidente non è però avvenuta senza incidenti. Tutto è cominciato con una foto tra maglie con dedica e sorrisi, durante una visita di Erdogan a Londra. Oltre a Ozil, compariva Ilkay Gundogan, centrocampista tedesco del Manchester City, anche lui con radici nella Mezzaluna, e l'attaccante turco Cenk Tosun. Un episodio che alla vigilia del Mondiale dello scorso anno - e delle elezioni presidenziali in Turchia - scatenò dure polemiche in Germania, e non solo tra i tifosi.

Irritata per lo spot pro-Erdogan reagì persino la cancelliera Angela Merkel. E dopo l'eliminazione dalla competizione arrivò l'addio tra i veleni di Ozil alla nazionale, con cui 4 anni prima si era laureato campione del mondo: "Sono un tedesco quando vinciamo, ma un immigrato quando perdiamo", scrisse in un lungo j'accuse contro il presidente federale Reinhard Grindel e il "razzismo" di cui si sentiva vittima. E naturalmente a difenderlo a spada tratta arrivò proprio Erdogan, che da grande appassionato di calcio non ne ha mai trascurato il potenziale propagandistico. Già nel referendum presidenzialista del 2017 scatenò polemiche l'appoggio manifestatogli da Arda Turan, all'epoca stella del Barcellona. Ora la scelta di Ozil di volerlo come testimone, su cui il portavoce di Merkel ha espresso "delusione".

E anche stavolta l'incontro ha assunto un connotato politico, visto che tra due settimane a Istanbul si torna a votare per le comunali, dopo il contestato annullamento dell'elezione a sindaco del candidato dell'opposizione Ekrem Imamoglu. Tutto questo mentre si rafforzano le voci di un passaggio del 30enne fantasista dall'Arsenal al Basaksehir, il club di Istanbul ritenuto vicinissimo al governo. Per Erdogan, lo spot elettorale perfetto.
 
 

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