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FRANCIA
04.03.17 - 12:580

«Le leggi del rap non le dettano solamente i giovani»

Gli IAM, storico gruppo Hip hop marsigliese, hanno fatto ritorno sulla scena con Rêvolution, il loro ottavo album in quasi 30 anni di carriera

MARSIGLIA - «Ciò che veramente conta è di non concepire il rap come un genere musicale in cui solamente i giovanissimi possono dettare la legge». Parola degli IAM, padrini assoluti della scena Hip hop transalpina e, più in generale, europea, che ai microfoni di 20 Minutes hanno presentato Rêvolution, il loro ottavo disco.

Un ritorno quasi a sorpresa per il collettivo che, con la doppietta Arts Martiens e ...IAM, nel 2013 sembrava aver firmato l’epilogo di una delle pagine più importanti della tradizione rap nel vecchio continente. E invece, per la gioia dei fan, i titoli di coda dovranno aspettare: «Il successo del nostro ultimo disco ci ha permesso di firmare un nuovo contratto, per altri due album. È tutto merito dei nostri fan», racconta un sorridente Akhenaton.

Rêvolution è un disco che racconta di sogni, di rivoluzione e di evoluzione: «Non smettiamo mai di osservare la società. Negli ultimi 15 anni abbiamo vissuto un’evoluzione tecnologica incredibile, ma alcune cose, come il vivere insieme, non sono cambiate». E tra queste, anche l’alchimia del gruppo sembra essere rimasta impermeabile alle correnti del tempo, nonostante la soglia delle cinquanta primavere. Quella «non l’abbiamo mai persa» conferma Akhenaton. Quando si scrive un pezzo «a volte l’ispirazione arriva subito. Altre volte ci vuole del tempo. L’importante è essere pronti di fronte al foglio quando l’idea giusta arriva - spiega Shurik’N -, altrimenti rischi di perderla».

In “Monnaie de singe”, uno dei singoli che hanno anticipato Rêvolution, il collettivo critica pesantemente alcuni meccanismi della rete, e in particolare i social network. «Spesso sono più che altro un patibolo. Non è normale che pronunciando determinate atrocità nella realtà si possa rischiare una denuncia mentre da dietro uno schermo tutto sia lecito». Anche YouTube finisce nel mirino del collettivo: «Ci sono artisti che legittimano il sistema delle false visualizzazioni su YouTube, acquistandole. È incomprensibile. Lo hanno proposto anche a noi ma abbiamo sempre rifiutato. È tutto falso. Viviamo in una specie di “Truman Show!”».

Il 2017 per gli IAM non segna però solamente la data di un ritorno ma è, soprattutto, una ricorrenza, con “L'école du micro d'argent”, probabilmente il disco rap più celebrato nella storia del vecchio continente, che festeggia i suoi 20 anni. «Quando abbiamo concluso il nostro concerto al Montreux Jazz - nel 2013 - abbiamo incontrato una quindicina di ragazzi sui 16 anni che avevano scoperto la nostra musica tramite internet o attraverso i loro genitori», quindi «non ci interessa se siamo dei “rapper “nonni”. Arrivati a 50 anni, possiamo ancora scrivere parole capaci di emozionare chiunque».

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