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CINEMA
12.08.16 - 06:000
Aggiornamento : 08:42

Suicide Squad: quella sporca (mezza) dozzina

Questo sabato esce anche da noi il film super-eroistico più discusso (e di successo) dell'estate, l'abbiamo visto ed ecco come c'è sembrato

LUGANO - Negli States è già il blockbuster dell'estate, "Suicide Squad" sbarca questo sabato 13 agosto anche nelle nostre sale. A decretarne il successo al botteghino una la fama di film "maledetto", un cast stellare, una campagna social super-virale e una trama decisamente non-canonica. Lo abbiamo visto per voi, ecco cosa ce n'è parso.

A mali estremi... - Super-eroi, bello averceli ma quando poi tutto va male come fai? "Suicide Squad" parte da questo presupposto, che è anche quello di "Batman v Superman" e pure un po' di "Captain America: Civil War". Ovvero: come la prendono le autorità "umane" tutta questa storia dei "super"? In verità non molto bene. E così ecco che a qualcuno al Pentagono viene in mente di creare una task-force di super-galeotti (praticamente tutti arrestati da Batman, tra l'altro) pronta a intervenire (suo malgrado) in caso di emergenze eccezionali. Un'idea, quella della "sporca truppa" che nel cinema d'azione si è già vista più di una volta ma che per quanto riguarda gli eroi in costume è una vera e propria novità.

Critica della critica - Prendiamo subito il toro per la coda, se siete di quelli che prima di andare al cinema si informano anche solo un attimino saprete già che di "Suicide Squad" se ne son dette peste e corna. Ma tanto acredine da parte della critica è poi davvero giustificato? Insomma, il film è veramente una roba inguardabile? La risposta è chiara: assolutamente no. La pellicola ha i suoi problemi, beninteso, ma innanzitutto dev'essere presa per quello che è: un film d'azione supereroistico onesto, senza pretese, e con un discreto handicap di partenza (rispetto alla concorrenza di Marvel che non si può non nominare) e che, malgrado tutti i suoi limiti, è in grado di far passare due orette di stiloso spasso. Ma andiamo per punti.

Scontro di titani - Disney e Marvel hanno avuto anni e anni (e, di riflesso, film milionari uno dietro l'altro) per costruire un mondo cinematografico coerente e funzionale e, per tentare di competere, Warner Bros. e DC Comics devono per forza di cose bruciare le tappe. Insomma se per introdurre gli "Avengers" è stato possibile sfruttare l'eco narrativa e di popolarità di tre pellicole di Iron Man, due di Thor, uno di Hulk e un paio di Capitan America per "Suicide Squad" è praticamente una tabula rasa. E già questo azzoppa il film che passa un buon terzo/quarto della sua durata a spiegare chi siano questo o quest'altro (e, a parte forse Harley Quinn, non si tratta di personaggi noti come quelli della concorrenza). La sensazione generale è che alcuni di loro siano stati buttati dentro un po' così «tanto per» (tipo la nipponica Katana), ed è un po' un peccato. 

Il (super) potere del montaggio - "Suicide Squad" non ha avuto una lavorazione semplice e anche solo il fatto che sia poi veramente uscito nelle sale è già un piccolo miracolo. Il film come lo aveva consegnato il regista David Ayer a Warner Bros. era infatti stato respinto perché (pare) «troppo poco divertente» e «non all'altezza delle (elevate) attese». A riconfezionarlo, rimontandolo completamente, ci ha pensato Trailer Park la compagnia che ha lavorato al primo (e super-virale) promo. Se da una parte questo può aver giovato per ritmo e brio complessivo - qualche ghignata scemerella il film la stacca pure - dall'altra è impossibile non notare una certa frammentazione, qualche buco qua e là e una o due leggerezze di troppo.  

Facce da schiaffi - Se quindi l'ossatura non è da Oscar a metterci la pezza devono pensarci effetti speciali, fotografia e cast che sono (soprattuto gli ultimi due) di buon livello. In special modo a portarsi la pellicola sulle spalle sono la Harley Quinn di Margot Robbie (memorabile e che di sicuro vedremo ancora), Will Smith (che veste i panni del sicario Deadshot e fa lo sbruffone simpatico come solo lui) e la spietata super-capa Viola Davis (quella de "Le regole del delitto perfetto") che ormai nel ruolo della donna di potere con più di uno scheletro nell'armadio ci sguazza. Cara Delevingne ci mette il gran fisico e il visino (e poco altro) mentre Joel Kinnaman (L'Holder di "The Killing") gli occhioni. E il tanto atteso Joker di Jared Letho? Tutta un'altra storia rispetto a quelli immensi di Ledger e Nicholson, assolutamente sopra le righe e più vicino alla versione da cartone animato.

«Quella donna è il diavolo» - E poi, possiamo pure dirlo, "Suicide Squad" anche per quanto riguarda la sceneggiatura qualcosa di originale tenta pure di farlo. Innanzitutto il taglio generale, più tetro e ombroso di quello sfavillante e tutto luce scelto da Marvel&Disney e Gotham (che sembra Manhattan) convince assai. A suo modo, poi, prova pure a fare il progressista: a tenere (più o meno) le redini del tutto è una donna (la Davis), è femmina anche la stra-potente antagonista (che fa anche abbastanza paura) così come la leader non dichiarata (la Quinn) della squadra di galeotti.

Preparatevi al seguito - Insomma, "Suicide Squad" non è affatto da buttare e i suoi 120 minuti scorrono via veloci e godibili e invitano allo sgranocchiamento del pop-corn. È l'ideale per una serata scanzonata con gli amici. Che diventerà una serie è ormai più che probabile - anche considerando il finale volutamente aperto - il secondo episodio ci convincerà su tutta la linea? 

 

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