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29.07.16 - 16:520

La Leventina, da valle di passaggio a territorio dal futuro incerto?

Il Museo di Leventina ha allestito una mostra, ma mancano ancora dei fondi

 

GIORNICO - Nel giugno 2016 è stata inaugurata la nuova linea di collegamento ferroviario AlpTransit. Ciò significa che i convogli transiteranno in galleria da Erstfeld a Bodio, privando il territorio leventinese della possibilità di interagire con i viaggiatori che usufruiscono di questo mezzo.

L’apertura del San Gottardo, all’inizio del XIII secolo ha generato un flusso continuo di persone e di merci tra il nord e il sud delle Alpi, conferendo alla Leventina una centralità che si è protratta fino ai nostri giorni.

Ogni nuova via di comunicazione (strada, ferrovia, autostrada) è stata all’origine di trasformazioni del territorio, così come della struttura economica e sociale. Cosa significa questo cambiamento per la comunità della Leventina, che per secoli ha basato gran parte della propria economia sul transito di uomini e merci?

Partendo da questa domanda, la mostra “Effetto tunnel” presente al Museo di Leventina dal 30 aprile al 30 ottobre 2016 intende condurre il visitatore a riflettere sul passato della Valle per capire il presente, con l’obiettivo di far pensare al futuro.

Attraverso alcune carte geografiche antiche inizia il viaggio che porterà a scoprire la Valle con gli occhi dei viaggiatori dei secoli passati. Il percorso si focalizza poi su alcuni effetti legati alla costruzione della linea ferroviaria del San Gottardo, della strada cantonale e dell’autostrada.

Sono presentati di volta in volta due modi di percepire e vivere il territorio: quello dei suoi abitanti e quello “degli altri”, i viaggiatori.

Al termine si offre uno spazio dedicato alla discussione e alle ipotesi sul futuro della Leventina dopo AlpTransit. Il visitatore è quindi chiamato ad esprimere le proprie idee, realizzabili o utopiche che siano.

La preparazione e la messa in opera di una mostra temporanea richiedono molto lavoro e diversi costi.

Ci sono costi legati alla ricerca, all'elaborazione dei contenuti, alla conservazione e al restauro degli oggetti, al materiale allestitivo. Finora il Museo ha già raccolto oltre il 50% della somma necessaria ma per coprire la parte dei costi rimanenti conta sul vostro aiuto. Chiunque voglia sostenere questo interessante progetto può farlo su www.progettiamo.ch.

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