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PROGETTIAMO.CH
05.06.15 - 17:030
Aggiornamento : 10.01.18 - 10:20

"Salviamo i balestrucci!"

SOS Uccelli Selvatici chiede un aiuto per non far sparire la specie dal Ticino

LUGANO - "Salviamo i balestrucci!", è il messaggio che lancia SOS Uccelli Selvatici, associazione che ha come scopo principale la riabilitazione e reintroduzione in natura di uccelli selvatici trovati in difficoltà. All'interno dell’Albergo Losone gestisce un centro di cura e riabilitazione per uccelli selvatici dove, sotto la direzione di specialisti, volontari alimentano e curano diverse specie indigene di volatili.

A causa del crescente aumento di casi di giovani di Balestruccio, uccello della famiglia delle rondini, l’associazione ha ideato un progetto scientifico per limitare questa tendenza, favorendo così la conservazione della specie.

Il Balestruccio compie un’importante funzione nell'ecosistema quale insetticida naturale. Infatti, come le rondini, si nutre esclusivamente d’insetti che cattura in volo, contribuendo a regolare le popolazioni d’insetti (tra cui, zanzare, mosche e moscerini). Basti pensare che nell'arco di una giornata un esemplare può mangiare 170 grammi di insetti, ossia otto volte il suo peso. Mentre per allevare una covata sono necessari circa 1 chilogrammo di insetti.

La crescente urbanizzazione e la conseguente distruzione di aree naturali, ha reso difficile a questi uccelli trovare materiale e siti adatti per la costruzione dei nidi. Questo fattore sta portando alla scomparsa dei Balestrucci dai nostri cieli.

A causa della loro fragilità, i nidi di Balestruccio sono spesso soggetti a rotture, causando la caduta dei piccoli al suo interno. Una volta a terra, i nidiacei non vengono più alimentati dai genitori e soccombono quindi a vari predatori o alla fame e disidratazione.

Il progetto ideato dall'associazione vuole implementare il metodo del cross-fostering, ossia inserire in nidi selvatici i nidiacei rimasti orfani, così da assicurargli un allevamento naturale con i loro simili ed evitare un prolungato contatto con l’uomo. Applicando questa tecnica si potrebbero salvare almeno un centinaio di nidiacei da morte certa ogni anno, limitando così, il presente declino della popolazione del balestruccio in Ticino e in Svizzera.

I nidiacei raccolti dalla popolazione della Svizzera Italiana e portati al centro di riabilitazione, saranno inseriti in nidi di una colonia di balestrucci nidificanti in un’azienda agricola sul Piano di Magadino.

Siccome s’intende svolgere una ricerca scientifica vera e propria, questo progetto necessita di finanziamenti. Per questo motivo l’associazione si è rivolta alla piattaforma Progettiamo.ch, che permette a progetti regionali di farsi conoscere e di raccogliere fondi essenziali per la riuscita.

Sul sito www.progettiamo.ch, il progetto è inserito nella sezione donazioni (in rosso) con il nome “Salviamo i balestrucci!”. Su questa pagina si può trovare oltre alla descrizione del progetto e del responsabile, anche un filmato e delle foto. Per sostenere questo lavoro, tramite donazione, bisogna iscriversi al sito (“login”, è gratis e veloce) ed inserire la cifra che si intende donare nella sezione finanze del progetto.

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