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PRO JUVENTUTE
29.03.18 - 07:000

Ai giovani solo ciò che rimane

Noi adulti offriamo loro quello che rimane sotto forma di tempo rubato ad altre occupazioni

 

Alcuni giorni fa, parlando della scomparsa prematura di un noto conduttore televisivo, un giornalista, descrivendone l'ascesa (appunto: l'ascesa) ha parlato delle prime esperienze televisive definendo come gavetta quanto dallo stesso fatto (e fatto bene) per la TV dei ragazzi.

Devo ammettere che la cosa mi ha fatto molto riflettere poiché mi sono chiesto per quale arcano motivo un'emissione televisiva (o radiofonica) per i bambini e i giovani debba essere considerata una gavetta, cioè un percorso fatto di un inizio umile per giungere poi a qualcosa di più ambizioso, come se questo tipo di emissioni valesse, in un certo senso, di meno. E allora mi chiedo – e questo vale in generale, molto in generale – quale sia la recondita ragione che ci porta a pensare che ai bambini e a giovani in un certo senso basti la generosità, la spontaneità, la longanimità. Mi verrebbe da pensare che sono invece i bambini e i giovani, in verità, ad essere indulgenti, poiché noi adulti – non sempre, di certo, ma assai frequentemente – offriamo loro solo quello che rimane sotto forma di tempo rubato ad altre occupazioni, le energie residue che rimangono dopo una giornata di impegni.

Bisognerebbe davvero invertire il paradigma e considerare – per restare nell'esempio sopra riportato – che una trasmissione per bambini e giovani sia il coronamento di un'intera carriera e non una gavetta, per quanto importante e necessaria essa possa essere. Scoprirci a prendere i bambini e i giovani – fatte le dovute proporzioni – con le necessarie attenzioni sarà per noi adulti la più bella delle scoperte.

Articolo di Ilario Lodi, Responsabile Pro Juventute Svizzera italiana
 

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