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PRO JUVENTUTE
15.02.18 - 07:000

Essere genitori senza un ruolo educativo

L'atteggiamento, a volte inconsapevole, si traduce nel far fare letteralmente di tutto e di più al proprio ragazzo. Ma spesso manca la consapevolezza dell'importanza che questo "lavoro" comporta

 

A volte, mi succede di osservare dei genitori intenti a divertirsi con i loro bambini in un parco giochi. Chi si rincorre, chi si nasconde, chi dondola sul bilzo balzo, chi vola in altalena e via dicendo. Mi affascina sempre la capacità che questi genitori dimostrano di avere interagendo con i loro pargoletti: pazienti, attenti, premurosi, desiderosi di maturare con i loro piccoli delle esperienze significative. Non c'è scuola, corso di formazione, approfondimento che tenga: queste capacità esistono, e sono reali, utili, efficaci e – soprattutto – importantissime.

Quel che mi sorprende, però, è il vedere come davanti a certi fatti della vita alcuni di questi genitori, letteralmente, dimissionino dal loro ruolo educativo. Il loro tirarsi indietro non è dovuto il più delle volte a mancanza di capacità; essi credono semplicemente di non essere in grado di dare risposte concrete (sul piano educativo) ai bisogni dei loro ragazzi in quel preciso momento.
Questo atteggiamento viene assunto, a volte, in maniera inconsapevole e si traduce nel far fare letteralmente di tutto e di più al proprio ragazzo (sport, musica, scuola; assunti in ordine sparso e declinati in mille varianti). E invece, basterebbe ricordare a questi genitori quanto sono invece già capaci, premurosi, attenti e disponibili; basterebbe ricordare loro il valore del lavoro fatto e – soprattutto – l'importanza del lavoro che stanno facendo per crescere i loro bambini. Questo inestimabile valore esiste e va riconosciuto e rispettato da tutti, senza eccezione alcuna.

Articolo di Ilario Lodi, Responsabile Pro Juventute Svizzera italiana

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