Foto MS
Da sinistra Rohan Welsh, Bodie Jarman, Leigh Welsh, Shaun Sprowles.
AUSTRALIA/CANTONE
11.07.18 - 06:000
Aggiornamento 14:30

Los Tones, viaggio nel garage

Incontro a 33 giri con Bodie Jarman (voce, chitarra), colui alla guida dei Los Tones, garage band australiana sbarcata al Lido San Domenico di Castagnola venerdì 8 luglio

 

di Marco Sestito

SYDNEY/LUGANO - Un altro eccezionale appuntamento, pochi giorni fa, organizzato alle nostre latitudini da Dead Valley Skeletons (basti ricordare, tra gli altri, i Wand al Foce di Lugano lo scorso mese di febbraio), questa volta in collaborazione con LSD (Lido San Domenico).

Direttamente da Sydney, sono approdati sulle rive del Ceresio Bodie e i suoi tre compagni di viaggio, ossia Shaun Sprowles (basso, voce) e i fratelli Rohan (chitarra, voce) e Leigh Welsh (batteria, voce).

Sulle scene dal 2013, finora il gruppo ha dato alle stampe dell’ottimo materiale, due singoli - “Buchanan Hammer”/“Gone Away” (autoproduzione, 2013 - successivamente ristampato dalla label portoghese Groovie Records), “Jangle”/“Witch Hazel” (Groovie Records, 2015) - e due album - “Psychotropic” (Groovie Records, 2014), “What Happened” (Groovie Records, 2017) -.

Produzioni in cui il combo recupera a piene mani - e con la dovuta venerazione - linfa e attitudini di coloro che all’interno delle scena garage lo hanno preceduto...

Bodie, raccontami la nascita della band…

«Io militavo nei Mother and Son - l’amalgama sonoro del duo era forgiato da rock’n’roll e swamp blues - e Shaun ne La Mancha Negra - combo di matrice blues rock -. Volevamo però dare alla luce un gruppo prettamente orientato al garage. L’intento era quello di fare traboccare fuzz e surf da qualsiasi microsolco, non relegarli sul fondo… Per cui, successivamente si sono aggregati Leigh (ex Glitter Canyon) e Nick Clifford, sostituito da Rohan - il fratello gemello di Leigh, anche lui ex Glitter Canyon - dopo la realizzazione del secondo album».

Perché Los Tones?

«Volevamo qualcosa che somigliasse a Fuzztones, Fleshtones… (ride)».

Raccontami del primissimo singolo…

«Il Buchanan Hammer è un vecchio microfono. Abbiamo messo a punto e registrato la canzone pochi giorni dopo avere costituito la band…».

“Buchanan Hammer” figura anche nel primo album. Ma in un’altra versione…

«Già. La seconda versione è stata prodotta da Owen Penglins, come le altre tracce del disco».

Owen ha prodotto anche “What Happened”...

«Le sessioni di registrazione di entrambi gli album sono state effettuate in paio di giorni tra le mura del suo studio, il Goliath di Sydney».

Che vuoi dirmi delle influenze confluite all'interno delle due produzioni?

«Per la prima citerei Seeds, Chocolate Watchband, ? & The Mysterians. Mentre per la seconda, Fuzztones e Fleshtones».

Siete al lavoro sul terzo album?

«Sì, diciamo che a livello compositivo siamo a metà dell’opera».

Quali le maggiori influenze, in questo caso?

«Ciò che stiamo ascoltando in questo periodo…».

Ovvero?

«Gente come gli Oh Sees...».

Affiderete di nuovo la produzione ad Owen?

«Non ne sono ancora sicuro… Forse questa volta per le registrazioni ci prenderemo un po’ più di tempo…».

Quando prevedi la realizzazione?

«Non prima del 2019…».

Tuttora tramite Groovie Records?

«Vedremo…».

Info: los-tones.bandcamp.com

 

 

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