Bandai-Namco/Supemassive
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GAMES
11.09.19 - 10:000
Aggiornamento : 20:11

"Man of Medan" e quella barca fantasma che non fa poi così paura

Il primo episodio della serie d'autore “The Dark Pictures Anthology” è un horror con molte falle ma c'è margine per migliorare

 

LONDRA - Videogiochi e spaventi, una storia d'amore che ormai dura decenni. Non è un caso che alcune delle serie più importanti della storia dei games siano proprio degli horror: da “Alone in the dark” (chi se lo ricorda il primissimo?) passando per “Resident Evil", "Silent Hill" e tutti quei titoli per pc (tipo la serie "Amnesia")  che hanno finito per fare - a suon di facciacce - la fortuna di svariati Youtuber.

Esperimento riuscito di qualche annetto fa era stato "Until Dawn", realizzato in esclusiva Playstation 4 dagli assi inglesi di Supermassive Games in collaborazione con Sony. Un po' film, un po' avventura dalla notevole atmosfera e dalla grafica avveniristica era piaciuto tantissimo anche a noi (che lo recensimmo, passato remoto d'obbligo, proprio qui). E se una cosa funziona, perché non continuare?

Ed ecco arrivare la serie semi-budget in otto episodi “The Dark Pictures Anthology”, sempre fatta dal team di Guildford ma questa volta per Namco-Bandai. Il primo epsiodio “Man of Medan” è arrivato da qualche giorno su console e pc e vorrebbe tanto essere la versione joypad in pugno dei telefilmoni da paura che si guardavano il venerdì sera: non particolarmente lungo, da giocare preferibilmente in due o in quattro.

La storia in brevissimo: una combriccola di sommozzatori amatoriali si imbatte in un vascello fantasma, scomparsa negli anni '40 in seguito a circostanze a dir poco misteriose. Il gruppetto si troverà così a dover lottare per la vita alle prese con una soprannaturale minaccia. Ok, sì, niente di esageratamente originale.

Ma funziona? Più o meno: se, da una parte, “Man of Medan” osa parecchio con la faccenda del multiplayer, dove finisce un po' per incartarsi è proprio per scrittura, toni e ritmo. Gli spaventi, poi, sono tutti un pochino telefonati e certe situazioni tanto surreali che semplicemente non funzionano. Anche le differenti scelte (ed esiti) sembrano un po' forzate e non del tutto convincenti.

La parte grafica, muscolosissima in "Until Dawn", tiene abbastanza bene anche qui - e brilla soprattutto per la resa realistica dei volti - a patto però di avere una Pro, una One X o un Pc con i controcrismi. Senza pecche invece l'aspetto sonoro dagli effetti alle voci che anche in italiano sono decisamente di buon livello.

Insomma questo esordio di “The Dark Pictures Anthology”, Supermassive e Namco-Bandai non hanno fatto un buco nell'acqua ma nemmeno ci hanno lasciato senza fiato. Diciamo che nei prossimi episodi avranno l'occasione per stupirci e riconfermarsi, il talento sappiamo bene che c'è.

VOTO: 7,5

“The Dark Pictures Anthology: Man of Medan" è disponibile per Playstation 4 (versione provata), Xbox One e Pc Windows. Lo abbiamo recensito con una copia gentilmente fornitaci da Namco-Bandai.

ZAF

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