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Diamanti e Pietre Preziose
21.09.21 - 11:380

La nascita di un lingotto d'oro

Tutti i processi dalla produzione alla vendita

Qual è l’iter della produzione dei lingotti d’oro? Quali sono i passaggi e le fasi che vanno dalla realizzazione alla vendita? Qui di seguito troverete la descrizione dettagliata di tutto il processo: daII’estrazione del metallo prezioso fino al confezionamento e alla vendita del lingotto d’oro per investimento o come bene rifugio.
Innanzi tutto, è bene sapere che prima dell’inizio del processo di produzione del lingotto, fondamentale è la fase di estrazione, raffinazione e produzione della materia prima. Si tratta di un procedimento piuttosto Iungo e laborioso, che comporta la lavorazione di un grande quantitativo di roccia. Basti considerare che, mediamente, da una tonnellata di materiale roccioso si riescono ad ottenere meno di 10 grammi di oro.
La roccia viene frantumata in piccoli pezzi e immersa in grandi quantità di acqua, a cui viene aggiunta una piccola quantità di cianuro che permette la formazione di composti solubili con l’oro, addizionati in seguito con piccole quantità di carbone. La soluzione è quindi sottoposta al processo di elettrolisi, per separare e isolare le particelle d’oro, che vengono essiccate in un apposito forno alla temperatura di 750 gradi centigradi per circa 10-12 ore, per poter rimuovere completamente tutta l’umidità residua. Una volta terminato il procedimento preliminare di estrazione, può avere inizio il processo di produzione vero e proprio del lingotto.
La prima fase coincide con la pesatura deIl’oro: il metallo prezioso viene misurato in modo molto meticoloso, affinché i lingotti possano avere un peso rigorosamente determinato a seconda della Ioro grandezza. Per questo tipo di operazione viene utilizzata dai tecnici esperti una bilancia di precisione. In realtà - in questa fase - vengono lasciati volontariamente alcuni centesimi di grammo di tolleranza, poiché, dopo il processo di fusione, I’oro subisce un leggero calo di peso, che deve essere sempre ponderato attentamente nelle fasi di produzione.
Una volta pesata la quantità d’oro necessaria per la realizzazione del lingotto (il peso deII’oro naturalmente varierà in funzione del taglio del lingotto che si dovrà realizzare), il metallo viene trasferito in un contenitore apposito che prende il nome di crogiolo. Il crogiolo è un recipiente di forma cilindrica, ovale o tronco-conica, usato per fondere metalli e vetri, nonché per analisi di laboratorio. Essi sono fatti di materiali refrattari argillosi, magnesiaci, di porcellana, di grafite, carbone di storta o carborundum, tutti materiali comunque resistenti alle alte temperature di fusione cui è sottoposto l'oro.
Una volta riempito con l’oro, il contenitore viene inserito in un apposito forno, che - durante la fase di fusione del lingotto - riesce addirittura a superare la temperature di 1064 gradi centigradi.
È questa, infatti, la temperatura in cui l’oro inizia a fondere ed è anche la fase più delicata, perché mentre l’oro si scioglie occorre intervenire per rimestarlo, in modo che il metallo prezioso si mescoli in modo uniforme e vada a riempire in modo omogeneo il suo crogiolo.
Solo quando l’oro si sarà completamente fuso, sarà possibile togliere il crogiolo dal forno; per verificare se l’oro è completamente fuso, è sufficiente osservare l’aspetto del contenitore: quando non si notano più emissioni di fumo, il crogiolo inizia a diventare incandescente e ad assumere un colore rossastro, la fase di fusione è terminata. A questo punto si procederà versando I’oro fuso nella staffa che è stata precedentemente scaldata. La fase di riscaldamento della staffa è importante per evitare uno shock termico, ovvero il contrasto improvviso tra l’oro fuso e il contenitore freddo. Un passaggio troppo lento (staffa troppo calda o velocità di colata continua lenta), può causare la solidificazione di alcuni elementi mentre altri restano ancora alla stato fuso, creando così nella lega solida disgregazioni e titolo vario, oltre a permettere alla lega di assorbire gas e causare la formazione di strutture del grano molto grosse.
Viceversa, una solidificazione troppo rapida, non permette al metallo di assestarsi nella sede di colata e compensare i ritiri che avvengono in solidificazione, e inoltre non permette di espellere eventuali gas assorbiti in fusione, causando quindi porosità o bolle d’aria nella lega solida.
Una volta raffreddato, il lingotto d’oro viene estratto dalla staffa e immerso in una vasca contenente acido nitrico. Con questo processo, vengono eliminate tutte le eventuali impurità depositate sulla superficie del lingotto derivate dal contatto con la staffa durante il processo di raffreddamento.
A seguire, sulla superficie del lingotto viene registrato il nome del produttore del lingotto, il peso e la sua purezza. A questo punto si ottiene un lingotto d’oro da investimento finito, pronto per essere messo sul mercato e destinato quindi alla vendita.

A cura di Dario Cominotti

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