Coralli
Diamanti e Pietre Preziose
01.06.21 - 11:470
Aggiornamento : 16:07

Corallo: minerale o essere vivente?

Il corallo, antico e sorprendente, ha una storia vecchia quanto il mondo

Ci ha accompagnato nella storia attraverso la sua bellezza, grazie alle convinzioni popolari, maturate nei secoli, che hanno coinvolto leggende ed arte, esoterismo e taumaturgia, scienza ed economia.
Definito oro rosso per la sua preziosità, ha ricoperto un ruolo centrale di primo piano tra gli ornamenti anche grazie al significato che da sempre gli è stato attribuito di portatore di vita, mistici poteri e virtù magiche.
Questo dono della natura, già in tempi lontanissimi - i primi ritrovamenti ad uso ornamentale/religioso risalgono a oltre 30.000 anni fa in sepolcri neolitici - era tenuto quindi in grande considerazione, e definito nei secoli come “il miglior frutto del mare” per il suo colore rosso.
Ma il corallo è davvero di origine minerale o biologica come sostenevano gli antichi? La risposta a questo millenario dilemma è arrivata solo nel 1723 grazie al medico marsigliese Andrea Peyssonel.

Cosa è il corallo?
Il corallo è un animale, o per meglio dire, una colonia di microorganismi, minuscoli celenterati assomiglianti a polipetti, i quali con le loro secrezioni di carbonato di calcio, formano una struttura solida sulla quale e nella quale vivono e si riproducono.
Questi organismi prosperano negli ambienti marini da milioni di anni, fin dai tempi in cui dell’uomo non vi era traccia. Vivono in acque temperate tra i 30 ed i 300 m di profondità, in posizioni non esposte direttamente alla luce, in colonie ancorate a fondali e rocce.
Quello che si usa come gioiello è quindi solo lo scheletro, la struttura condivisa che è stata creata ed estesa nel tempo da organismi che hanno collaborato e convissuto.

Quanti tipi di corallo esistono?
Tante sono le varietà di corallo, ed alcune più di altre sono famose, apprezzate e ricercate. Praticamente in ogni oceano e mare del globo sono presenti varietà di corallo più o meno utilizzate per la gioielleria e gli ornamenti. La temperatura dell’acqua, così come il suo grado di inquinamento, presenza di plancton e microorganismi, influenzano la sua presenza e la sua proliferazione:
Corallium Rubrum, o corallo di Sardegna, ha colore rosso uniforme, vive nel Mediterraneo e nelle aree dell’Africa occidentale tra i 30 e i 250 mt;
Corallium Japonicum, o corallo Moro, la varietà più preziosa, ha colore rosso scuro con un’anima longitudinale di colore bianco, vive nei pressi delle Isole del Giappone-Formosa a 80-300 mt;
Corallium Elatius, o Cerasuolo (Momo), ha colore rosso vivo, salmone e arancione, con anima longitudinale bianca, vive tra i 150 e i 300 mt in Giappone, ha dimensioni molto grandi;
Corallium Konojoi, o corallo Bianco (Shiro), ha colore bianco latteo e punteggiato di rosso o rosa, si trova nei pressi delle Isole del Giappone e dell’isola Hainan in Cina;
Coralli Secundum, o corallo Pelle d’Angelo (Bokè), ha colore rosa carne di varie tonalità e intensità, e vive presso le Isole del Giappone, Cina, Formosa e di Hong Kong;
Le seguenti varietà si pescano tutte nei dintorni dell’Isola Midway, nel Pacifico a diverse profondità:
Corallo Rosato, bianco, rosa punteggiato o venato rosso, a 400-600 mt;
Corallo Garnet, color granato con sfumature rosa di varie intensità, a 700-900 mt.
Corallo Deep Sea, di rosso vivace, rosa chiaro, bianco, venati o chiazzati color granato, ad oltre 1500 mt di profondità.

Il corallo viene lavorato per farne cabochon per gioielli, collane, bracciali, anelli, ciondoli, cammei e orecchini; può essere abbinato alle perle, ai diamanti e alle pietre preziose; esso viene anche usato come scultura, lasciato nelle sue forme naturali che assumono un aspetto armonioso e affascinante.
Il corallo è tanto pregiato quanto fragile e tende a diventare opaco. Teme i solventi, i saponi e i cosmetici.
Può essere lucidato delicatamente con l’olio di mandorla.

Il fascino mitologico del corallo
Oltre che per la sua bellezza, il fascino del corallo è da ricercare nelle sue origini misteriose, ambigue ed indefinite.
Numerose furono le dispute, nei secoli, circa la sua nascita: la sua forma di albero indusse gli antichi a dichiararlo di origine vegetale accomunandolo alle tante altre piante acquatiche marine. Tuttavia però il suo esser duro come una pietra, una volta portato fuori dall’acqua, apriva anche la possibilità al fatto che fosse un minerale; le leggende supportano questa versione. Si narra infatti che Perseo, uccisa la Gorgone, si fosse recato al mare per mondarsi del sangue della stessa. Intanto il sangue che colava dal capo reciso di questa cadde sugli arbusti e, mirabilmente, li pietrificò. Medusa, da viva, pietrificava col proprio sguardo chiunque la guardasse. Da morta era il suo sangue a pietrificare qualsiasi cosa bagnasse.
Anche Ovidio, nel IV libro delle Metamorfosi (poema epico-mitologico dell’8 d.C.) sembrerebbe confermarne l’appartenenza al mondo minerale: «le Ninfe, stupite dalla trasformazione dei ramoscelli in pietra a contatto col sangue di Medusa, si divertono ad intingere altri ramoscelli nel sangue e a lanciarli in mare».

 

A cura di Dario Cominotti

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