RODIA
DIAMANTI E PIETRE PREZIOSE
30.03.21 - 07:510

Un futuro crypto per i diamanti?

La Blockchain e le nuove tecnologia a garanzia della trasparenza nell’industria dai preziosi

Blockchain, applicazioni, codici incisi sulle pietre, apparati hi-tech che distinguono senza errori i diamanti accresciuti in laboratorio da quelli creati dalla natura in miliardi di anni.

Questi sono gli strumenti per tracciare dalla miniera al rivenditore i diamanti e di rintracciarne a ritroso l’origine, per verificarne la provenienza lecita (da zone senza conflitti), le caratteristiche (origine naturale, purezza, colore), l'approvvigionamento etico e responsabile.

La tracciabilità è alla base della trasparenza chiesta dal mercato e necessaria alla sopravvivenza stessa dell'industria dei preziosi. Essa preserva la fiducia che è condizione indispensabile all'acquisto dei gioielli, garantisce condizioni di vita migliori ai lavoratori e un maggiore rispetto dell'ambiente.

I commercianti di diamanti hanno fatto enormi passi su questo fronte. Il 99% delle pietre è venduto da membri del Kimberley process, il sistema di certificazione creato nel 2003 sotto l'egida delle Nazioni Unite e supportato da 81 Stati, per impedire che la vendita di diamanti finanziasse conflitti.

Il resto della catena di fornitura è composto da piccole e medie imprese, fino ai dettaglianti, che fanno fatica a garantire piena tracciabilità con le loro esigue risorse. Ecco perché è importante sostenere ogni innovazione che aiuti a superare i gap finanziari e culturali e inserisca i player minori, su base volontaria, in una catena di fornitura garantita da blockchain, il registro digitale di dati raggruppati in blocchi, concatenati, crittografati e quindi non modificabili né eliminabili. La blockchain è un sistema che garantisce l'integrità delle informazioni inserite sulla provenienza, le qualità, le caratteristiche dei beni scambiati, nonché i loro passaggi di proprietà e le trasformazioni subite durante le varie fasi di lavorazione.

Nell'arena delle blockchain, nate inizialmente per gestire le cryptovalute ormai dilaganti, sono scesi in campo tutti i big del settore e i maggiori consulenti strategici e tecnologici.

La blockchain creata dal leader mondiale dei diamanti naturali e sintetici De Beers Group è Tracr, ora condivisa dal suo principale competitor russo Alrosa e dai grandi retailer Signet e Chow Tai Fook. A sua volta, Tracr fa parte del nuovo consorzio, creato dal World Economic Forum con sette grandi società di metalli e miniere. Il sistema creato a gennaio 2018 si è dimostrato robusto e funzionale, tanto da indurre De Beers a dichiarare la volontà di tracciare ogni diamante su questa piattaforma.

Ma la fiducia tra fornitori e clienti si basano su sistemi di autoregolamentazione e normative nazionali e internazionali che rendono la vita molto difficile ai disonesti. Le normative antiriciclaggio e le regole che tracciano la strada della legalità sono l'unica via percorribile. I malfattori nel nostro settore non la fanno franca a lungo e quando vengono scoperti non lavorano più, per sempre.

Ernie Blom, presidente della Federazione Mondiale delle Borse di diamanti (Wfdb) afferma che le regole KYC, tanto difficili da rispettare sono comunque indispensabili a garantire il sistema e sono parte integrante del nostro business.

Un’altra minaccia alla trasparenza del mercato è rappresentata dai diamanti sintetici, indistinguibili con normali sistemi di identificazione, venduti senza regole adeguate e a prezzi ancora troppo alti.

Fortunatamente oggi esiste la tecnologia per riconoscerli con apparecchiature high tech relativamente economiche.

Queste apparecchiature non sono ancora largamente diffuse sul mercato e neanche conosciute su larga scala da acquirenti e venditori. E’ stato proposto di incidere i diamanti, senza pregiudicarne il valore, con una D in caso di diamanti naturali e con la sigla LB (lab-grown) per quelli sintetici.

La proposta ha fatto discutere, la trovo poco tecnologica ma efficiente.

Secondo De Beers le incisioni non faranno da sole la differenza. Saranno piuttostosto le tecnologie sopra citate a raggiungere l'obiettivo ambizioso di garantire l'autenticità di ogni pietra di rilievo venduta, di qualunque provenienza.

La vera sfida sarà avvicinare i giovani acquirenti spostando ,almeno in parte, l’orientamento dei millennials dai regali tecnologici, come gli smartphone destinati a durare poco, a dei preziosi che restano per tutta la vita, come ricordi indelebili. Il settore deve moltiplicare gli sforzi per riaccendere la passione nei giovani clienti, che hanno capacità di spesa sempre maggiore e sono gli unici consumatori di domani.

Il vero cambio di paradigma sarà vivere il diamante in ottica più moderna, di bene fungibile, scambiabile, ridisegnabile, più divertente ed emozionante, ma per farlo questa industria deve avere il coraggio di evolvere sotto ogni aspetto.

La mia azienda ha la missione di avvicinarvi ai beni preziosi in assoluta sicurezza dal punto di vista etico e con scientifica attenzione all’aspetto qualitativo ed economico.


A cura di Dario Cominotti

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