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18.01.21 - 08:290

La fluorescenza nei diamanti

Una caratteristica da valutare con grande attenzione, con l’aiuto di un pietraio esperto

Nel senso comune la fluorescenza è una caratteristica con connotazione negativa anche a fronte di un grande vantaggio economico nell’acquisto di un diamante.
Il mercato, sia all’ingrosso che al dettaglio, percepisce questa attitudine generale e penalizza le pietre fluorescenti relegandole in una fascia di prodotti fortemente scontati.
Rimane da capire se questo è un vantaggio o uno svantaggio per il cliente finale, sia in termini economici che pratici.
Per fluorescenza si intende l’emissione di luce visibile sprigionata da una gemma quando la stessa è sottoposta a radiazioni ultraviolette. Tale diffusione di luce si interrompe immediatamente quando viene sospesa la fonte di energia che la causa. Per determinare in modo accurato la fluorescenza, la soluzione più efficace è una cabina per lampada UVP per mettere a riparo i diamanti dalle interferenze di altre fonti di luce esterna. Spesso le moderne camere di osservazione con lampada agli UV e sorgente luminosa a led, vengono fornite con un blocco di riferimento calibrato, che facilita la determinazione del grado di fluorescenza dei diamanti con fluorescenza blu. Il blocco presenta quattro aperture che rappresentano (in ordine da sinistra a destra) i valori massimi dei gradi di fluorescenza blu dei diamanti previsti dagli enti certificatori. Si tratta di riferimenti visivi tarati in base ai risultati ottenuti dai laboratori di analisi riconosciuti a livello mondiale e che risultano sempre nelle certificazioni gemmologiche.
Il diamante può reagire ai “raggi” ultravioletti in maniera leggera, media, forte o molto forte piuttosto che non reagire per nulla.
La luce emanata per effetto della fluorescenza risulta nel 90% dei casi blu, pochissime volte gialla e ancora più raramente di altri colori.
Tale reazione viene riportata nei certificati gemmologici più importanti e viene descritta in termini qualitativi e quantitativi tra gli elementi che caratterizzano la pietra.
Una ricerca effettuata da GIA, Gem Trade Laboratory and GIA Research, spiega e definisce che solo il 20% dei diamanti con fluorescenza VERY STRONG presenta una leggerissima carenza di trasparenza (aspetto lattiginoso o effetto “milky”) se paragonata a diamanti con fluorescenza NONE (NULLA).
Ancora solo il 5% dei diamanti con fluorescenza MEDIUM e solo l’1% di quelli SLIGHT presentano minore trasparenza rispetto a quello con fluorescenza NONE.
Lo studio suddetto afferma inoltre che solo nel 20% dei diamanti vicini all’assenza totale di colore (D E F G) si può notare una piccola divergenza negativa, mentre in più dell’80% dei diamanti con colore più accentuato da H a Z, la presenza di fluorescenza risulta addirittura premiante in termini di effetto finale: per essere chiari le pietre appaiono più bianche.
Questo mio articolo intende sfidare i pregiudizi che l’industria diamantifera presenta relativamente all’effetto negativo dato dalla fluorescenza nelle pietre con colori alti.
I dati snocciolati dalla GIA mostrano chiaramente che ogni diamante va valutato singolarmente con grande attenzione ed il cliente va consigliato tenendo conto di tutti gli aspetti tecnici ed economici di ogni articolo.
In estrema sintesi per i clienti interessati ad una forma di risparmio detenuta in diamanti è sempre consigliabile selezionare diamanti senza fluorescenza o con fluorescenza trascurabile, non sono diamanti migliori in senso assoluto ma sono senz’altro meglio percepiti dai potenziali acquirenti futuri. Non tutti sono a conoscenza dei dettagli riportati in questo articolo e mi sembra inutile rischiare di ridurre la potenziale platea di pubblico.
Tutt’altro discorso vale per i gioielli: ove il colore è basso la fluorescenza ne migliora sicuramente l’effetto e permette di accedere a sconti importanti rispetto al listino Rapaport.
Per le pietre da montare con colori alti bisogna valutare l’effetto finale caso per caso e affrontare anche il tema di quanto questo effetto influisca in modo vantaggioso per il cliente sul prezzo finale del monile.
Immagino che nessun gioielliere vi abbia mai riferito quanto ho deciso di portare alla vostra attenzione in questa occasione; ora vi starete chiedendo la ragione di queste piccole ma qualificanti omissioni nelle informazioni fornite ai clienti.
Ve lo dico subito: il 75% dei gioiellieri non conosce nel dettaglio quanto avete letto fin ad ora e il 25% rimanente per arrivare al 100%, pur cosciente, dimentica di parlare della fluorescenza perchè ne trae un indubbio vantaggio economico.
Per essere preciso chi è preparato e non spiega, di solito compra a poco e vende a tanto.
Nel nostro show room proponiamo solo prodotti certificati, la fluorescenza delle pietre è sempre riportata in modo chiaro ed evidente nei documenti emessi dagli enti certificatori, quindi non descritta da noi in modo arbitrario o spannometrico.
Siamo qui per servirvi sempre con la massima trasparenza e siamo felici di rispondere sempre a tutte le vostre domande, anche a quelle più scomode.

A cura di Dario Cominotti

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