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19.11.19 - 06:000

Una startup sta lanciando un servizio di backup del cervello che tuttavia è fatale per l’uomo

Nectome è un’azienda in grado di preservare il cervello grazie a una soluzione chimica che può mantenere intatto un corpo per centinaia di anni, ma si tratta di una vera e propria eutanasia

Robert McIntyre, il cofondatore di Nectome, ha spiegato la sua tecnologia per preservare il cervello con dettagli microscopici usando un processo di imbalsamazione ad alta tecnologia. L’idea presuppone che in futuro gli scienziati potranno scansionare il cervello e trasformarlo in una simulazione al computer. In questo modo, qualcuno un giorno potrebbe ritrovare le stesse sensazioni di una persona in un server di dati.

Questo processo, tuttavia, ha una svolta macabra. Infatti, affinché la procedura di Nectome funzioni, è essenziale che il cervello sia “fresco”. Per tale ragione, la compagnia sostiene che il suo piano è quello di collegare le persone affette da malattie terminali, mentre sono ancora vive, sebbene in anestesia generale, a una macchina cuore-polmone al fine di pompare il suo mix di sostanze chimiche imbalsamanti nelle grandi arterie carotidi del collo.

L’idea della conservazione del cervello non è del tutto nuova. A questo proposito, McIntyre, che stava lavorando già da diversi anni con il criobiologo Greg Fahy in un’azienda chiamata 21st Century Medicine, ha sviluppato un metodo che combina l’imbalsamazione con la criogenia. Tale metodo si è dimostrato efficace nel preservare un intero cervello a livello di nanometri, incluso il connettoma, cioè la rete di sinapsi che collegano i neuroni. Una mappa di connettomi può essere la base per ricreare la coscienza di una particolare persona, ma qui l’idea principale è quella di recuperare le informazioni presenti nel layout anatomico del cervello e nei dettagli molecolari.

Il team di Nectome ha dimostrato la serietà delle sue intenzioni quando, a gennaio dello scorso anno, McIntyre, il co-fondatore Michael McCanna e un patologo che avevano assunto, hanno pensato di acquistare un corpo appena deceduto. A febbraio, sono riusciti a ottenere il corpo di un’anziana donna e sono stati in grado di iniziare a preservare il suo cervello appena 2 ore e mezza dopo la sua morte. È stata la prima dimostrazione del funzionamento della loro tecnica, chiamata “crioconservazione aldeide-stabilizzata”, su un cervello umano.

La procedura di conservazione, che dura circa 6 ore, è stata effettuata in un obitorio. “Potresti pensare a ciò che facciamo come a una fantasiosa forma di imbalsamazione che preserva non i dettagli esterni ma quelli interni”, ha affermato McIntyre. Il cervello della donna, ha dichiarato, è “uno dei meglio conservati di sempre”, nonostante la sua morte, anche per un paio d’ore, l’avesse danneggiato. Il cervello non viene conservato indefinitamente ma viene tagliato in fogli sottilissimi e ripreso con un microscopio elettronico. McIntyre sostiene che l’impresa è stata una prova di quello che potrebbe essere il servizio di conservazione offerto dalla loro compagnia e che stanno anche cercando di provarlo, nel prossimo futuro, su una persona che sta progettando il suicidio assistito da parte di un medico perché affetta da una malattia terminale.

L’azienda ha consultato diversi avvocati che hanno familiarità con l’End of Life Option Act vigente in California, che consente il suicidio assistito per i malati terminali, e ritiene che il suo servizio sarà legale. “Il prodotto è fatale al 100%”, ha affermato McIntyre. “Questo è il motivo per cui siamo situati in modo univoco tra le società Y Combinator”, che è un acceleratore di startup americano.

Nectome ha ricevuto un supporto sostanzioso per sviluppare la sua tecnologia. Finora, infatti, ha raccolto circa 1 milione di dollari di finanziamenti, inclusi i 120 mila dollari forniti da Y Combinator.

Nectome ha anche vinto una grossa sovvenzione federale di 96 mila dollari dall’U.S. National Institute of Mental Health per la conservazione su nanoscala di un intero cervello. Inoltre, la tecnologia vanta un premio scientifico di 80 mila dollari per aver preservato il cervello di un maiale così bene che ogni sinapsi al suo interno poteva essere vista con un microscopio elettronico.

Circa un terzo dei finanziamenti sono stati impegnati nei laboratori del MIT, dove McIntyre sta collaborando con Edward Boyden, uno dei migliori neuroscienziati al mondo. Boyden sta cercando di combinare la procedura di conservazione di McIntyre con una tecnica inventata al MIT, chiamata “microscopia ad espansione”, che provoca il rigonfiamento del tessuto cerebrale a 10 o 20 volte la sua dimensione normale e che facilita alcuni tipi di misurazioni.

Il servizio di conservazione di Nectome non è ancora in vendita e potrebbe non esserlo per diversi anni. Manca poi ancora la prova che i ricordi possano essere trovati nei tessuti morti. Nonostante ciò, l'azienda ha trovato il modo di testare il mercato. Seguendo infatti l’esempio delle macchine elettriche della Tesla, sta misurando la domanda invitando i potenziali clienti ad iscriversi a una lista d’attesa con un deposito di 10 mila dollari, completamente rimborsabile in caso si cambiasse idea. Finora hanno aderito 25 persone. Uno di questi è Sam Altman, uno dei creatori del programma Y Combinator, il quale ha dichiarato al MIT Technology Review di essere abbastanza sicuro che le menti saranno digitalizzate già durante la sua vita.

Ovviamente, le incognite sono molte. Non solo nessuno può essere certo di cosa sia effettivamente la coscienza, ma non è neanche ben chiaro quali strutture cerebrali e dettagli molecolari debbano essere mantenuti per conservare un ricordo o una personalità. McIntyre, comunque, vede la sua azienda nella tradizione delle startup “hard science”, cioè quelle che lavorano per risolvere problemi difficili come ad esempio il calcolo quantistico. Ricorda, inoltre, che gli imprenditori dovrebbero impegnarsi nello sviluppare prodotti che loro stessi vorrebbero adoperare.

In questo senso, vede quindi molti buoni motivi per salvare da qualche parte una copia di se stessi e di altre persone. Uno di questi, come ha dichiarato lo stesso McIntyre, è il fatto che “Quando una generazione di persone muore, noi perdiamo tutta la loro saggezza collettiva”.

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