LUGANO
07.03.18 - 14:050

I soldi fanno la felicità? Ecco quanto guadagnare per essere felici

Diamo la risposta a uno dei quesiti più antichi, per capire come i soldi influenzino la qualità della nostra vita e scoprire quali soglie sarebbe bene non superare spinti dall’ossessione

Fin dall’antichità l’uomo si è chiesto se il denaro fosse il principale mezzo (o strumento) per raggiungere la felicità. Una delle risposte che ultimamente va più di moda sostiene che i soldi danno la felicità a patto che si utilizzino per avere del tempo libero di qualità. Anche la scienza ha cercato di fare luce sulla questione: al Dipartimento di Scienze Psicologiche della Purdue University (Usa) i ricercatori hanno scoperto che i soldi fanno la felicità solo se non sono troppi. Sembra che superata una certa soglia la felicità diminuisce.

Le soglie

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour, è riuscito a individuare il reddito ideale per essere complessivamente soddisfatti: 95.000 dollari all’anno (circa 80.000 euro), al netto delle tasse ovviamente.

Per stare emotivamente sereni sono sufficienti 48-60.000 euro all’anno, le famiglie con bambini tendono alla soglia più alta tra le due. Questa forbice, come normale che sia, cambia di paese in paese: il reddito più alto è atteso in Australia e in Nuova Zelanda, quello più basso in America Latina e nei Caraibi.

I dati utilizzati per la ricerca provengono da una nota società di consulenza americana, la Gallup World, che ha mappato oltre 1,7 milioni di persone dai 15 anni in su, provenienti da 164 paesi.

Occhio a non superare la soglia

L’aspetto forse più interessante emerso è che una volta raggiunta la soglia della felicità sarebbe bene non superarla. I soldi rendono felici se soddisfano necessità primarie per l’uomo (o la donna, è indifferente) come ad esempio, avere una casa, pagare le bollette e vivere una vita dignitosa. Soddisfatte queste, si corre il rischio di essere risucchiati da un vortice di bisogni indotti e superflui che non favoriscono la serenità. Un elemento discriminante è il livello d’istruzione: chi ha studiato di più ha una soddisfazione maggiore se raggiunge standard economici elevati, probabilmente perché è sottoposto a una pressione maggiore confrontandosi con chi è dello stesso ceto sociale.

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