CINA
04.12.17 - 18:340

Intelligenza Artificiale e medicina: saremo curati dai robot?

Un sistema di intelligenza artificiale cinese ha da poco superato l’esame per esercitare la professione medica. Nel prossimo futuro saranno medici robot a curarci?

PECHINO – Xiaoyi è un brillante studente di medicina che poco tempo fa ha affrontato l’esame per esercitare la professione, superandolo con una votazione di 456 punti, ben 96 sopra il livello minimo richiesto. Risultato degno di nota, encomiabile ma non sorprendente, starete pensando. Invece sorprendente lo è eccome, perché Xiaoyi non è una persona. O meglio non è una persona in carne ed ossa. Si tratta di un sistema di intelligenza artificiale realizzato dalla iFlytech Co. Ltd con l’intento di formulare diagnosi ai pazienti dopo l’analisi della loro storia clinica, dei referti e degli esiti degli esami. E non è tutto. Infatti Xiaoyi, ora che ha passato l’esame di abilitazione, incomincerà anche a lavorare. Come ogni principiante, per adesso si limiterà ad affiancare veri medici per rendere più efficiente il loro lavoro.

Un’innovazione per i poveri - La vera mission del progetto nasce dalla problematica situazione di alcune zone rurali della Cina dove i medici sono pochissimi. Di conseguenza gran parte della popolazione povera, grazie all’AI, potrà avere accesso alle cure sanitarie. Considerando che stiamo parlando di un territorio vastissimo, in gran parte formato da “campagna” lontana dai centri civilizzati, questa innovazione può essere davvero dirompente.

Come funziona - Xiaoyi riesce a diagnosticare una malattia grazie alla capacità di analizzare grandi quantità di dati in poco tempo: il software viene istruito inserendo nel suo database i risultati degli esami e dei sintomi di migliaia di casi clinici sia sani che ammalati. Così l’AI cataloga e impara a riconoscere gli schemi connessi alla malattia.

La Cina al primo posto provvisorio - In un altro articolo abbiamo parlato di Watson, il super computer IBM che collabora con i medici nelle diagnosi di casi di cancro. Potremmo anche citare Alexa, l’assistente vocale di Amazon sperimentato da alcuni ospedali USA. Le capacità di Xiaoyi superano non di poco quelle dei “colleghi” americani, posizionando di fatto la Cina al primo posto (per il momento) nella corsa verso il perfezionamento dell’intelligenza artificiale.

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