LUGANO
14.09.17 - 10:510

Tedx Lugano: una conferenza di successo ma sono pochi i ticinesi

Ai Tedx partecipano i più grossi player del mondo. Oltre 600 ospiti da tutto il globo, oratori e partner del calibro di Google, Tesla e scienziati dei più importanti istituti internazionali

Ted e Tesla, anche se in campi diversi, hanno un denominatore comune: oggi rappresentano la massima espressione dell’innovazione e sono state le micce che hanno innescato svolte epocali. Il primo sul fronte della diffusione trasversale delle idee innovative e non convenzionali, grazie alla sua capacità di ispirare e indicare precocemente direzioni spesso in controtendenza. Tesla, come ormai sappiamo tutti, ha rivoluzionato con una lungimiranza senza pari il concetto di trasporto (e non solo questo).

Come spesso capita ai visionari, ai loro esordi furono snobbati, a volte addirittura derisi e soprattutto sottovalutati o classificati come individui con progetti privi di pragmatismo e fattibilità. Infatti, i primi Ted Talks furono duramente criticati e quando Elon Musk, oltre una decina di anni fa, affermò che la sua Tesla avrebbe un giorno fatto concorrenza alle case automobilistiche più importanti del pianeta, la reazione dei media e degli esperti di settore fu la quasi totale indifferenza. Come è andata è noto: Tesla attualmente è uno dei marchi più importanti e ha prospettive di crescita senza pari mentre ai Ted Talks ufficiali gli speaker fanno a gara (per non dire a spallate) per poter presenziare e prendere in mano il microfono.

I Tedx Lugano non hanno deluso le aspettative. Ma i Ticinesi dov’erano? Per correttezza bisogna ricordare che questi eventi sono storicamente da “tutto esaurito” ed è probabilmente per questo che sono poco pubblicizzati in Ticino, il costo dell’ingresso non è proprio alla portata di tutti (80 Chf) e, pur mirando ad un pubblico trasversale, queste conferenze vengono seguite da una nicchia, una sorta di élite auto-costituitasi. Allo stesso tempo però, i Ted Talks sono una fonte d’ispirazione che riunisce uomini e donne (è stato un piacere vedere così tante rappresentanti del gentil sesso) convinti che ognuno non solo abbia saldamente in mano il proprio destino ma possa anche influire positivamente sul benessere degli altri. A Lugano ho trovato un’atmosfera assolutamente intrigante e un’energia creativa palpabile nell’aria, ma i Ticinesi erano pochissimi, sicuramente meno del 10% degli spettatori. La cosa, devo dire, mi ha lasciato l’amaro in bocca.

In fila per il buffet (con pranzo rigorosamente in piedi) ho avuto modo di chiacchierare amabilmente d’intelligenza artificiale, collegamenti neurali e social marketing come se si stesse parlando della partita della sera prima, scoprendo poi che i miei interlocutori erano dei pezzi grossi della finanza e dell’industria russa e americana, personaggi che in condizioni diverse non sarei probabilmente mai stato in grado d’intervistare.

Per finire un aneddoto simpatico. Ai test drive di Tesla, come già avevo messo in conto, la folla ha causato una lunga attesa. Proprio quando ormai stavo per gettare la spugna, un noto imprenditore (questo sì, ticinese) che i rotocalchi tratteggiano come austero e altezzoso mi ha offerto di approfittare del posto vacante sulla macchina per snellire la coda. Io ho accettato con un po’ d’imbarazzo, anche perché non credevo stesse parlando con me. Probabilmente di secondo lavoro deve fare il presentatore perché si è rivelato una persona di una simpatia e di una cordialità assolutamente fuori dal comune. Da oggi in poi starò più attento a ciò che scrivo!

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