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TEST DRIVE
27.11.19 - 06:000

Seat Tarraco, Suv formato famiglia

Fino a sette posti in un ambiente di bordo ottimamente attrezzato ed accogliente per l’ammiraglia spagnola 4x4, dalla guida armonica e bilanciata. Anche con il 2 litri TSI benzina da 190 cv.

Pacchetto completo. Sono numerosi – ma certamente non tutti – i modelli sul mercato in grado di mettere sul piatto della bilancia una serie di contenuti particolarmente ben assortita ed equilibrata, in grado di restituire un’esperienza d’uso che le consente di lasciare un po’ il segno; e tra queste, non manca il Suv Seat di taglia “maxi”. Che abbiamo testato in combinazione alla motorizzazione a benzina di punta, 2.0 TSI da 190 cv (44'650 CHF nel ricco allestimento Xcellence), alternativa al classico turbodiesel di pari potenza.

Suv grande e generoso negli spazi; ma come si comporta su strada?
La Tarraco vanta i consueti geni tedeschi, com’è naturale nella produzione intimamente correlata delle automobili appartenenti alla galassia Volkswagen; è infatti la versione spagnola della Tiguan Allspace (sulla stessa base viene inoltre realizzata la Skoda Kodiaq), ma in verità la Seat sembra poter esprimere un velo più di armonia di design grazie alla naturale omogeneità delle nervature orizzontali e degli angoli decisi, che ne distinguono le forme, con i tratti stilistici più cari alla marca spagnola. Tanto da dissimulare con particolare efficacia gli stessi ingombri in lunghezza, comunque non esagerati con 4,74 metri a disposizione di un equipaggio potenzialmente anche molto numeroso. Giacché tra i vanti dell’auto c’è la possibilità di ottenere tre file di sedili per sette posti complessivi. In effetti, la qualità e l’organizzazione della vita a bordo sono tra le risorse più apprezzabili della Tarraco, modello prettamente familiare capace però di mettere in campo una guida molto piacevole ed armonica anche tra le curve. Telaio rigido e assetto molto ben messo a punto, con tanto di ammortizzatori regolabili inclusi nelle varie modalità di marcia a disposizione, permettono infatti di beneficiare di una tenuta in curva salda con coricamento laterale ridotto, insieme a buona precisione di traiettoria con stabilità a tutta prova; sulle asperità l’assorbimento è in ogni caso di qualità e contribuisce ad un ottimo comfort. C’è anche una modalità sportiva, che però essendo tutt’altro che esasperata può essere impiegata anche sulle strade normali: specie nel misto tortuoso consente un controllo più fine con movimenti dell’auto ancora più smorzati, tornando utile anche per meglio conservare il benessere dei passeggeri accomodati nei posti più arretrati.

Dinamico o più elastico il motore turbo a benzina?
Quattro cilindri turbo a iniezione diretta dal funzionamento elastico e molto regolare, il 2.0 TSI benzina si fa apprezzare grazie ad una risposta omogenea a tutto tondo: l’erogazione è molto regolare, quasi da diesel, con una potenza massima che trova il suo picco già a 4200 giri restando poi costante fino ai 6000 giri. Viene sviluppata molto presto anche tutta la coppia (320 Nm tra 1500 e 4100 giri), tuttavia inferiore a quella dell’unità turbodiesel: anche per questo, sulla Tarraco TSI ci si può trovare a dover accelerare con maggior decisione, specie nelle fasi di ripresa, per ottenere pari brio nella variazione dell’andatura, anche se in realtà lo scatto da fermo è ugualmente pronto (8,0 secondi nel passaggio 0-100 km/h). Ad ogni modo, la fluidità di marcia è garantita dalla risposta puntuale del cambio automatico a doppia frizione, che con sette rapporti include marce intermedie piuttosto vicine ed un ultimo rapporto lungo quanto basta per non far avvertire il ronzio del motore ad andatura costante; l’insonorizzazione è in effetti apprezzabile, pur in presenza di qualche fruscio aerodinamico più marcato. Lode, inoltre, ai sistemi di assistenza alla guida, ben calibrati anche e soprattutto nella gestione automatica di velocità e traiettoria nel traffico e nelle situazioni di marcia in coda. Quanto ai consumi, sulla Tarraco TSI ci si accontenta di medie d’uso su percorso misto attorno ai 9 l/100 km, come abbiamo verificato nel corso del test. Il Suv spagnolo offre inoltre spazio per qualche divagazione fuori dall’asfalto, concessa da una valida altezza dal suolo – 19 cm – e dalla presenza di serie della trazione integrale 4Drive a controllo elettronico. Molto spazioso, accogliente e ben rifinito l’abitacolo: un ambiente di qualità per tutto l’equipaggio, cui si aggiungono la piacevolezza della strumentazione digitale interamente personalizzabile e dello schermo centrale da 8” molto reattivo, ad alta definizione, con interfacce e connettività complete. Ottime posizione di guida e accoglienza delle poltrone, mentre in seconda fila la libertà di movimento è rimarchevole, in aggiunta a bocchette di aerazione e tavoli ripiegabili. Lo stesso divano scorre longitudinalmente (18 cm) anche per fornire accesso alla terza fila a scomparsa, sempre utile tanto più che ripiegata “ruba” appena 60 litri alla cubatura complessiva del bagagliaio, comunque molto grande (230/700/1775 litri).

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