Keystone
ZURIGO
27.06.18 - 19:400
Aggiornamento 20:17

Tamedia rifiuta i progetti alternativi per Le Matin

Fra i 36 licenziamenti comunicati oggi, 22 concernono la redazione

ZURIGO - Tamedia rimane sulla sua decisione di sopprimere l'edizione cartacea del giornale romando "Le Matin" e licenzia 36 persone. Il gruppo editoriale ha rifiutato tutte le proposte alternative presentategli da rappresentanti del personale per evitare la scomparsa fisica del giornale. Un'assemblea del personale avrà luogo giovedì davanti agli uffici della testata romanda.

Tamedia ha deciso di attenersi al piano annunciato lo scorso 7 giugno di cessare la pubblicazione del giornale su carta il 21 luglio e di uscire da quella data solo in versione online, con una redazione limitata a 15 persone. Lo stop non interessa il domenicale "Le Matin Dimanche".

«Tamedia deve constatare che tutte le proposte di soluzioni erano già state considerate, analizzate e poi abbandonate nel corso degli ultimi anni», scrive il gruppo editoriale con sede a Zurigo in una nota diramata oggi. E sottolinea che non intende vendere "Le Matin", ma svilupparlo come "marchio digitale solido". Il gruppo invita la parte opposta a cominciare la negoziazione di un piano sociale da domani.

«Non siamo sorpresi per la poca sensibilità dimostrata da Tamedia nei confronti dei dipendenti», ha riferito a Keystone-ATS Christian Capacoel, portavoce del sindacato dei media Syndicom. Il sindacalista è invece sorpreso dal ritmo imposto dal gruppo mediatico: Syndicom, l'associazione dei giornalisti Impressum e la commissione del personale avevano chiesto che la consultazione venisse prolungata fino al 2 luglio.

All'assemblea del personale prevista giovedì alle 11.00 sarà discussa la partecipazione della commissione dei redattori e di Impressum alle negoziazioni del piano sociale. «Parleremo anche di misure di lotta», ha aggiunto Capacoel, che deplora il fatto che Syndicom non sia stata invitata da Tamedia al tavolo delle contrattazioni.

«Siamo davvero delusi», ha affermato dal canto suo la segretaria centrale di Impressum, Dominique Diserens, che riferisce di un problema giuridico: «Siamo in procedura di conciliazione. Finché quest'ultima è in corso Tamedia non può attuare misure coercitive e dunque non può pronunciare i licenziamenti».

La delegazione dei dipendenti, Syndicom e Impressum avevano elaborato tre progetti alternativi nell'ambito della consultazione sul licenziamento collettivo deciso da Tamedia.

Il primo prevedeva di mantenere la versione cartacea del "Matin" senza soppressione di impieghi, con adeguamenti nella politica commerciale, distributiva e dei prezzi e con nuovi introiti. La seconda puntava su un rilevamento della testata da parte della redazione in collaborazione con possibili investitori. Il terzo modello prefigurava un sito Matin.ch molto più sviluppato e dotato di mezzi nettamente maggiori di quanto previsto dall'editore per creare un'offerta digitale solida.

Tamedia non ne ha però voluto sapere. Fra i 36 licenziamenti comunicati oggi (il 7 giugno ne aveva preannunciati 41), 22 concernono la redazione (20 giorni fa erano 24). Tamedia ha pure deciso quattro riduzioni del tempo di lavoro.

Le Matin sarà il primo quotidiano svizzero a concentrarsi esclusivamente sull'online. Il nuovo capo redattore sarà Laurent Siebenmann. Subentrerà a Grégoire Nappey, in carica dal 2014 e non intenzionato a dirigere la testata nella sua nuova forma.

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