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STATI UNITI / EUROPA
31.05.18 - 21:100

Dai Levi's alle Harley, l'Ue colpisce i prodotti simbolo degli USA

Bruxelles ha lavorato alacremente per approntare un pacchetto di misure di pari peso economico al danno che subirà dai dazi americani

WASHINGTON / BRUXELLES - È tutto pronto o quasi, a Bruxelles, per rispondere all'attacco frontale dei dazi Usa su acciaio e alluminio. In modo «proporzionato e in linea con le regole del Wto», ma dove a essere colpiti saranno i prodotti simbolo a stelle e strisce: dai jeans Levi's alle mitiche moto Harley Davidson sino al burro di arachidi, ma anche sigarette e whiskey come Marlboro e Bourbon.

L'Ue non si è fatta cogliere impreparata dalla decisione di Donald Trump, lavorando alle contromisure sin da fine marzo, quando era arrivato - allora sì inatteso - il prolungamento dell'esenzione solo fino al primo giugno.

Bruxelles ha allora lavorato alacremente per approntare un pacchetto di misure di pari peso economico al danno che subirà dai dazi americani, stimato attorno ai 2,8 miliardi di euro ma ancora suscettibile di modifiche. Una prima parte potrebbe scattare già dal 20 giugno, mentre un'altra parte dei dazi potrà entrare in vigore progressivamente sino al 2021.

«Questo è protezionismo puro e semplice», quindi «gli Usa non ci lasciano nessun'altra scelta che l'imposizione» di contromisure, ha avvertito il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. «Difenderemo gli interessi dell'Ue, nel pieno rispetto del diritto commerciale internazionale», ha assicurato. La risposta di Bruxelles è infatti stata calibrata su tre filoni. Primo, dazi del 25% appunto sui prodotti Usa più noti, e che tra l'altro provengono dagli stati americani repubblicani 'sensibili', bacino di voto di Trump dove ci saranno le elezioni di mid-term.

Secondo, misure di salvaguardia per il settore siderurgico, colpito direttamente dalle tariffe doganali americane: Bruxelles ha già avviato sia per l'acciaio che per l'alluminio il monitoraggio delle importazioni verso l'Ue, per essere pronta a stoppare subito un'eventuale «inondazione» del mercato europeo a causa delle deviazioni dei flussi commerciali originate dai dazi Usa. Eurofer, l'associazione della siderurgia europea, ha già denunciato un aumento dell'8,4% delle importazioni nei primi 4 mesi del 2018, attribuendolo alle turbolenze create dagli annunci di Trump su acciaio e alluminio.

Terza linea d'azione, il ricorso formale al Wto subito il primo giugno: le tariffe doganali americane sono «ingiustificate e illegali» per l'Ue, certa di ottenere ragione in sede internazionale e poter quindi, se necessario, imporre la seconda parte dei dazi sui prodotti Usa. I 28 dovranno nei prossimi giorni dare l'ok definitivo per attivare la lista di prodotti colpiti dalle contromisure, già notificata al Wto il 18 maggio.

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