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Musei, teatri, biciclette: si usano troppo poco.
CANTONE
12.04.18 - 07:040
Aggiornamento : 09:19

Ma quanta fatica si fa a vivere (bene) a Lugano

Neanche 3 fermate ogni km quadrato, solo 7 medici ogni mille abitanti, al museo una volta ogni due anni e troppa acqua sprecata: il confronto con le altre città elvetiche è impari

LUGANO - Se è vero che la qualità della vita, sia pur così soggettiva e sindacabile, è un indicatore fondamentale anche per l'economia, nel suo misurare il benessere e la necessità di politiche mirate al miglioramento sociale, allora Lugano ha poco di che sorridere. Nel confronto con le principali città elvetiche sfigura in maniera quasi imbarazzante: battuta quasi sempre da qualcuna, non di rado da tutte. 

Il tallone d'Achille: le infrastrutture - Vedi per esempio il numero di fermate dei mezzi pubblici: neanche tre (2,8) per chilometro quadrato, a fronte delle 9,8 di Ginevra, 7,2 di Basilea, 5,2 di Zurigo, 4,7 di Losanna, 4,6 di Lucerna, 3,7 di Berna. Infrastrutture e servizi sono i suoi maggiori punti deboli, assieme a mobilità e cultura.

Solo il 26% va al lavoro senz'auto - I pendolari che usano bus o treni invece dell'auto sono solo il 26% (66,3% Zurigo, 58,7% Berna, 56,4% Basilea, 53% Ginevra, 51% Losanna, 46,6% Lucerna). Chi preferisce la bici o il car sharing l'11,5% – 19,8% a Basilea, 17,9% Ginevra, 15,8% Lucerna; peggio di Lugano ci sono solo Losanna e Zurigo con un 8,5% e un 8,3% che si spiegano però con l'elevato ricorso alla rete dei trasporti pubblici, rendendo superflue le alternative della mobilità sostenibile. 

Incidenti mortali sopra la media - Alto anche il numero di incidenti mortali, con 3,6 persone decedute ogni 100mila abitanti, media fra il 2008 e il 2012 che vede il resto della Svizzera, eccezion fatta per Lucerna (3,8), piazzarsi sotto. 

Il teatro, questo sconosciuto - Quanto al teatro, si va 0,6 volte l'anno a testa, contro 2,2 di Zurigo, 1,9 Basilea, 1,6 Berna, 1,5 Losanna e giù a scendere fino all'1 di Lucerna. Più facile andare al museo? Allora c'è proprio da arrossire: una volta ogni due anni, mentre a Lucerna sono 10 all'anno. Basilea 7,4, Losanna 5,9, Berna 5,4. Lugano ultima: altrove (Zurigo) ci si va almeno sei volte tanto.

Biblioteche? Stavolta facciamo scuola, e anche in Europa - Un po' meglio il cinema: i posti disponibili sono 29,3 ogni mille abitanti (58,1 Berna, 30,1 Losanna, ma 28,4 Lucerna, 26,6 Zurigo, 17,7 Ginevra). Il riscatto passa a questo punto dalle biblioteche, ammesso che si frequentino. Il dubbio rimane; fatto sta che ce ne sono 2,9 ogni mille abitanti, il dato più elevato non solo della Svizzera ma dell'Europa.

Tanto spazio in casa: lì si che si sta bene - Sarà che si sta così bene in casa che di uscire viene meno voglia: a disposizione di ciascuno ci sono 46,2 metri quadrati, circa uno in più di Lucerna, 6 di Basilea, quasi 8 di Zurigo e 10 di Losanna e Ginevra. Nessun rivale neppure quanto a sicurezza, con appena 50 reati violenti ogni 10mila abitanti. I medici, però, sono pochi: solo 7,2 ogni 1'000 abitanti, altrove sono almeno dieci.

Però abbiamo il rubinetto facile - Molto elevati, infine, i consumi d'acqua: 208 metri cubi l'anno per abitante, il doppio di Basilea che sta dietro, a indicare «una tendenza allo spreco di risorse», riflette Paolo Malfitano dell'Osservatorio delle dinamiche economiche dell'Usi, fra gli autori dello studio sulla competitività economica del Ticino che quest'anno si è concentrato anche sul benessere dei cittadini, esaminando, per mesi e dietro le quinte, numeri poi offerti in esclusiva a tio.ch/20minuti.

Il paradosso Pil/reddito - In generale, il prodotto interno lordo è al di sopra della media, come da dieci anni a questa parte: ma è un mezzo inganno. A determinare stime di ricchezza così elevate sono i lavoratori frontalieri, che poi però non rientrano nelle statistiche dei residenti. Ecco dunque spiegato l'apparente paradosso per cui il Ticino anche nel 2017 ha uno dei Pil più alti, ma il reddito disponibile più basso: 6'850 franchi a economia domestica, mentre la Svizzera centrale, a metà classifica nel 2008, oggi è in testa con 8'072.

Poco produttivi: a Zurigo il valore aggiunto è doppio - Non bastasse, «tra il 2009 e il 2014 c'è stata una frenata – aggiunge Malfitano – Il Ticino è il cantone che è cresciuto meno». Per quale ragione? «Fra le cause principali c'è la bassa produttività, che misura il valore prodotto in un'ora di lavoro, la capacità di trasformare la materia grezza in valore aggiutno. La performance è scarsa». Prendi il settore finanziario-assicurativo: «Un ticinese produce 170mila franchi di valore aggiunto, uno zurighese più del doppio». Motivo: «Il personale sottoformato e la tecnologia utilizzata, meno efficiente».

Le colpe del Ticino: formazione e innovazione - Colpa dunque degli imprenditori, che non investono abbastanza su gente e digitale, ma anche di un territorio che «potrebbe fare di più». Il Ticino si segnala poi per una dualità che preoccupa. Si divide in modo marcato fra laureati (27,9%, comunque sotto la media elvetica, 29,4%) e chi ha fatto la scuola dell'obbligo (27,6%, 3% in più). Manca la via di mezzo: «È penalizzante, perché non c'è equa distribuzione del capitale umano». 

Per fortuna ci sono parenti e amici - Se c'è qualcosa di cui andare fieri nella Svizzera italiana è invece, in un certo senso almeno, la salute. L'aspettativa di vita è più alta di un anno rispetto alla media, il tasso di mortalità dello 0,4% più basso. Peccato per l'inquinamento. Maluccio anche la banda larga. E il rapporto con il denaro: non si riesce a risparmiare e pian piano i debiti diventano importanti. A salvare sono parenti e amici: in caso di bisogno, con meno vergogna di altri è a loro che si chiede aiuto.

 

 

 

 

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Commenti
 
Maurizio Roggero 1 anno fa su fb
Si fa sempre più strada l’idea che quei scaldasedie dei nostri politici puntino all’annessione all’Italia...
Moni Mazzolini 1 anno fa su fb
E una farmacia ogni metro .....
Loïc Sanchez 1 anno fa su fb
Guardate, di medici c'è ne sono fin troppi invece, le casse malati hanno abbassato le tariffe delle performance
Manuele Romeo Somazzi 1 anno fa su fb
Con la fine del Segreto Bancario siamo solo all’inizio della crisi !
Lucilla Ferrara 1 anno fa su fb
Il segreto bancario è stata la dimostrazione di una visione molto miope e che sarebbe arrivata all’implosione prima o poi. Arricchirsi con capitali di dittatori, evasori fiscali, mafiosi, riciclatori è stato si vincente economicamente ma per nulla etico e assolutamente senza futuro. Quella lungimiranza che manca alla ticinesità è il paradigma di una mentalità latina tutta portata all’individualismo e poco senso civico. Abbiamo svenduto il territorio alla speculazione edilizia perché spalmarlo di cemento, casettopoli e centri commerciali è stato più facile che pensare a lungo termine. Ora ci assumiamo. Il Danno lo abbiamo fatto: dal Brè e dalle colline locarnesi deturpate, in mano a ricchi e riccastri di dubbia provenienza, non si torna indietro. Così come nemmeno da Mendrisiotto, Pian Scairolo, Piano di Magadino, Vedeggio. Possiamo però cercare di imparare. Iniziando a votare ed eleggere diversamente: ora abbiamo l’esperienza necessaria per capire che le maggioranze, leghiste comprese, ci hanno solo ciulato.
GI 1 anno fa su tio
l'ennesima conferma che le statistiche sono cifre esatte riunite in modo sbagliato....
Tizi Bel 1 anno fa su fb
Si fanno discussioni, si scrivono articoli.........ma resta tutto lì non si smuove nulla ?
Clémentine Nagel 1 anno fa su fb
Bisogna andare a votare le persone giuste...politici che vogliono agire per questi cambiamenti ...e non farsi sedurre dai politici che hanno il blablabla facile !:)
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