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SVIZZERAGli stipendi salgono dell'1,8% nel 2023, ma l'inflazione sarà più alta

28.11.23 - 09:48
I lavoratori, secondo i dati, stanno però subendo in questi mesi un'alta perdita del potere d'acquisto
Depositphotos (Benri185)
Fonte Ats
Gli stipendi salgono dell'1,8% nel 2023, ma l'inflazione sarà più alta
I lavoratori, secondo i dati, stanno però subendo in questi mesi un'alta perdita del potere d'acquisto

NEUCHÂTEL - Nel 2023 i salari nominali in Svizzera sono aumentati dell'1,8% rispetto all'anno precedente: è l'ultima stima pubblicata oggi dell'Ufficio federale di statistica (UST). L'inflazione è però destinata ad essere più elevata.

Dopo ogni trimestre i funzionari di Neuchâtel pubblicano valutazioni provvisorie per l'insieme dell'economia svizzera basate su dati cumulati delle buste paga. Il dato dell'1,8%, diffuso oggi dopo il terzo trimestre, è identico a quelli ipotizzati dall'UST superati rispettivamente i primi tre e i primi sei mesi dell'anno.

Se le previsioni dell'Ufficio di statistica si riveleranno corrette, concretamente questo significa che i lavoratori in Svizzera stanno subendo in questi mesi un'altra perdita del potere d'acquisto: le principali autorità, i maggiori istituti e le più grandi banche elvetiche (Segreteria di Stato dell'economia, Ocse, Banca nazionale, KOF, Economiesuisse, UBS, Fondo monetario internazionale, ecc.) prevedono infatti che quest'anno l'inflazione si attesterà a valori compresi fra il 2,2% e il 2,7%.

Il rincaro del 2023 sarà quindi a detta degli esperti di poco inferiore a quello del 2022, che si era attestato al 2,8%: questo dato, unito a una crescita dei compensi nominali limitata allo 0,9%, ha comportato l'anno scorso per i lavoratori dipendenti la più grave perdita di potere d'acquisto dai tempi della Seconda Guerra mondiale, precisamente dal 1942, quando i salari reali scesero del 4,5%. E la contrazione dell'anno scorso (-1,9%) fa seguito a quella già marcata del 2021, pari al -0,8%, che era stata la più forte dal 1979 (quando si registrò -1,5%).

Va anche osservato che il calo delle retribuzioni reali avviene in un momento di disoccupazione molto bassa (2,0% in ottobre secondo la Seco, 4,2% nel terzo trimestre stando all'Organizzazione internazionale del lavoro, ILO) e con le imprese che lamentano penuria di manodopera: una carenza che non è mai stata così grave, secondo le indicazioni odierne di Adecco. Allo stesso tempo aumenta peraltro la remunerazione del capitale: stando a uno studio internazionale della multinazionale finanziaria inglese Janus Henderson, quest'anno i dividendi aziendali dovrebbero raggiungere un livello record nel mondo.

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