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SVIZZERA
25.11.21 - 13:000
Aggiornamento : 14:11

Per molte aziende svizzere il 2022 potrebbe essere l'anno del fallimento

Lo sostiene uno studio di A&M che parla di una «bancarotta ritardata da Covid» diffusa a livello nazionale. Ecco perché

ZURIGO - Il sostegno della Confederazione alle aziende ha permesso a molte di sopravvivere al biennio 2020-2021, malgrado molte si siano indebitate pesantemente, ma il 2022 sarà tutta un'altra storia.

A sostenerlo è una recente analisi del gruppo di analisti finanziari di A&M che conferma come, per una serie di convergenze che comprendono una diffusa mancanza di liquidità (a causa dei debiti di cui sopra) e un calo delle entrate, l'anno prossimo si preannunci particolarmente tetro e all'insegna dei fallimenti.

Prese in esame dallo studio sono 178 aziende elvetiche, che non operano nel settore finanziario o immobiliare, e che hanno tutte sofferto in maniera tangibile le ripercussioni del 2020. La percentuale di queste che si trovano a rischio fallimento entro l'anno scorso aleggia attorno al 24%, il 30% in più rispetto al periodo pre-pandemia.

A&M utilizza il termine di «bancarotta ritardata» o «gap di bancarotta da Covid 19» un fenomeno che si paleserà a partire proprio dal 2022: «Si tratta di uno scenario senza dubbio preoccupante», spiega Alessandro Farsaci di A&M svizzera nella nota stampa diffusa dal gruppo, «le misure della Confederazione non hanno prevenuto affatto il fallimento delle aziende, ma lo hanno semplicemente ritardato. Ci aspetta un periodo d'incertezza che porterà a ristrutturazioni e a cambiamenti strategici per riadattarsi al mondo post-Covid».

Perché proprio per il 2022? Perché dopo il termine degli aiuti (che alcuni cantoni elargiranno fino a dicembre 2021) in maniera generalizzata a partire da febbraio 2022 scomparirà la possibilità del lavoro ridotto. Inoltre, a partire da inizio 2022 chi ha ricevuto un prestito fino a 500mila franchi dovrà iniziare a restituirlo. 

Su tutto questo pesa un economia tutt'altro che stabile e piena d'incertezze su cui pesa anche lo spettro di un possibile aumento della disoccupazione.

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