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L'aeroporto di Zurigo non tornerà ai livelli di viaggiatori pre-Covid prima di alcuni anni.
SVIZZERA
29.06.21 - 16:060

L'aeroporto di Zurigo ci metterà anni per tornare ai livelli pre-Covid

I dati del 2019 potranno essere replicati non prima del 2023

BERNA - Il ritorno alla normalità all'aeroporto di Zurigo è ancora lontano. Dopo il quasi "grounding" imposto dal coronavirus gli aerei hanno ripreso a decollare ma ci vorranno ancora anni per ritrovare il livello pre-crisi. In tanti si chiedono inoltre se la pandemia avrà un effetto duraturo sul traffico aereo.

Un nuovo modello - Le aziende hanno imparato durante il lockdown che le riunioni virtuali funzionano bene. Le conferenze telefoniche e le videochiamate hanno inoltre un effetto positivo sui costi e sull'impronta ecologica. Gli esperti si aspettano quindi a lungo termine un modello ibrido con più riunioni virtuali e meno viaggi d'affari.

Quando dovranno incontrare i clienti, le aziende continueranno probabilmente a preferire il contatto diretto. Quando si tratta di comunicazione interna, invece, è probabile che si affideranno ai canali online, afferma uno studio dell'analista del Credit Suisse Andreas Brun.

Previsioni sul lungo termine? Difficili da fare - Roland Birchmeier, CEO di BTA First Travel, filiale di Hotelplan specializzata nei viaggi d'affari, afferma tuttavia che l'unicità della crisi del coronavirus rende difficile fare previsioni sul lungo termine. Anche se si osserva attualmente un aumento delle prenotazioni, spesso con un preavviso molto breve, siamo ancora lontana dai livelli pre-covid, aggiunge.

In Asia, precisa comunque Birchmeier, i viaggi d'affari sulle rotte nazionali e regionali si stanno già avvicinando ai livelli pre-crisi. Per il mercato europeo, tuttavia, il responsabile di BTA First Travel si aspetta una fase di recupero più lunga a causa della frammentazione relativamente elevata del continente e delle diverse regole in vigore nei singoli paesi.

Meno voli per andare in vacanza? Improbabile - Gli interrogativi rimangono anche per le partenze legate alle vacanze. Secondo gli esperti è improbabile che la popolazione prenda meno spesso l'aereo in futuro. La tendenza mostra invece che gli svizzeri sono sempre più attratti dai luoghi lontani.

A causa della crisi pandemica, che non è stata ancora superata, è tuttavia probabile che anche per questa estate si privilegeranno le vacanze in patria. Guardando all'estate 2022, molti esperti si aspettano tuttavia un ritorno ai livelli pre-crisi, nonostante il coronavirus e il dibattito sulle conseguenze ambientali.

Obiettivo 2023 - Tenendo conto di tutti questi fattori, Andreas Brun ritiene che l'aeroporto di Zurigo tornerà ai livelli di passeggeri del 2019 entro la fine del 2023. Ciò nonostante il fatto che il numero di viaggi d'affari sarà ancora del 15% al di sotto dei livelli pre-Covid. La quantità di passeggeri che parte in ferie sarà quindi più elevata nel 2023 che nel 2019.

Per l'anno in corso, Brun si aspetta tuttavia un calo del 62% rispetto ai 31,5 milioni di viaggiatori del 2019. I dati del 2022, sempre rapportati a quelli del 2019, dovrebbero essere ancora del 25% inferiori. Lo stesso aeroporto di Zurigo, detto per inciso, non prevede di raggiungere il livello del 2019 prima del 2024.

Legge sul CO2 - Intanto, secondo gli esperti, il "no" alla legge sul CO2 rappresenta un fattore positivo per lo scalo zurighese. La riforma prevedeva infatti una tassa sul traffico aereo compresa tra 30 a 120 franchi. L'aeroporto di Zurigo continuerà infatti a essere attrattivo anche per i viaggiatori della Germania meridionale e dell'Austria occidentale, che avrebbero potuto invece optare per uno scalo tedesco, sottolinea Brun.

Secondo gli esperti, una tassa sarà comunque prima o poi introdotta anche in Svizzera. La legge bocciata prevedeva di versarne i proventi in un fondo per il clima. Se tale balzello dovrebbe in futuro essere introdotto, per l'aeroporto di Zurigo gli incassi dovrebbero confluire direttamente nell'aviazione, per esempio per promuovere carburanti alternativi.

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