Keystone
SVIZZERA
19.03.20 - 10:400

La Banca nazionale svizzera: «Il 2020 potrebbe essere di crescita negativa»

Le previsioni per l'andamento dell'economia svizzera sono cambiate radicalmente

Il tasso guida rimane al momento invariato, allo -0,75%

BERNA - La Banca nazionale svizzera (BNS) ha cambiato drasticamente le previsioni per l'andamento dell'economia svizzera, alle prese con la crisi del coronavirus. «Sull'arco dell'intero anno la crescita del Pil potrebbe risultare negativa», afferma l'istituto d'emissione.

Secondo la BNS la contrazione della congiuntura internazionale e le misure di contenimento della pandemia determineranno una forte flessione dell'attività economica anche in Svizzera nel primo semestre. Non appena le misure a livello nazionale e internazionale saranno sospese, l'attività economica dovrebbe però tornare gradualmente alla normalità. La normalizzazione della situazione a partire dalla seconda metà dell'anno dovrebbe in seguito tradursi in un tasso annuo di crescita elevato per il 2021.

La BNS sottolinea comunque che nella situazione attuale valutare le prospettive economiche è estremamente complesso e che le previsioni, sia per la crescita che per l'inflazione, sono soggette a un'incertezza "insolitamente elevata".

TASSO DI INFLAZIONE NEGATIVO - La BNS ha dovuto rivedere anche la previsione relativa all'inflazione, sulla scia del calo del costo del petrolio, del netto indebolimento delle prospettive congiunturali e del rafforzamento del franco. Per l'anno in corso, la previsione si colloca in territorio leggermente negativo (-0,3%). Nel 2021 il tasso di inflazione dovrebbe tornare leggermente positivo (+0,3%), per poi salire al +0,7% nel 2022. La previsione si basa sull'assunto che il tasso guida rimanga pari a -0,75%.

POLITICA MONETARIA ESPANSIVA - È più che mai necessaria una politica monetaria espansiva. Lo ha affermato la banca, aggiungendo che sta operando interventi più massicci sul mercato dei cambi per contribuire a una stabilizzazione del quadro generale. Saranno inoltre innalzate le franchigie sugli interessi negativi che devono pagare le banche. Le misure sono in reazione alle sfide eccezionali generate dal coronavirus. La valutazione del franco è infatti nuovamente aumentata e i mercati finanziari internazionali sono sotto forte pressione, spiega l'istituto. Il tasso di interesse negativo e gli interventi sono necessari per ridurre l'attrattività degli investimenti in franchi e contrastare così la tendenza all'apprezzamento della moneta elvetica.

TASSO GUIDA INVARIATO - La BNS mantiene al momento invariata la sua politica monetaria: l'istituto d'emissione lascia fermo al -0,75% il suo tasso guida, confermando anche gli interessi negativi, pure dello 0,75%, sui conti giro presso la BNS. La decisione è in linea con le previsioni della gran parte degli analisti. Vi erano comunque anche singoli esperti che scommettevano su ulteriore abbassamento del tasso guida al -1,00%.

NESSUNA EMERGENZA LIQUIDITÀ - La BNS collabora inoltre strettamente con il Consiglio federale al fine di sostenere al meglio l'economia. Il sistema finanziario svizzero dispone di sufficiente liquidità, prosegue la BNS. All'occorrenza la banca nazionale adotterà ulteriori misure per garantire che continui a essere così. Essa mette a disposizione risorse liquide, soprattutto in dollari americani, anche nel quadro degli accordi presi con altre banche centrali.

LE BANCHE SONO PRONTE - Negli ultimi anni le banche hanno accumulato ingenti riserve di capitale e di liquidità. Secondo la BNS esse sono quindi preparate anche per fronteggiare fasi di difficoltà dell'economia. Per ampliare ulteriormente il loro margine di manovra, la Banca nazionale sta valutando la possibilità di allentare il cuscinetto anticiclico di capitale, nonostante i rischi sul mercato ipotecario e immobiliare.

LA BORSA APRE IN RIALZO - Apertura positiva per la borsa svizzera: alle 09.10 l'indice dei valori guida SMI segnava 8522,67 punti, in progressione del 2,21% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava il 2,42% a 10'374.01 punti.

Il mercato sta valutando le misure straordinarie da 750 miliardi di euro varate dalla Banca centrale europea (Bce) contro l'emergenza coronavirus. La giornata si annuncia di grande volatilità, come le precedenti. 

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