Immobili
Veicoli
Keystone
SVIZZERA
03.07.18 - 10:590
Aggiornamento : 30.08.18 - 09:04

Buona integrazione dei cittadini dell’UE nel mercato del lavoro

Nel 2017 il bilancio è stato ben al di sotto della media pluriennale. L’immigrazione associata alla libera circolazione continua a dipendere dai fabbisogni dell’economia

BERNA - Nel 2017 il bilancio migratorio dei cittadini dell’UE/AELS è stato di 31 250 persone, ossia ben al di sotto della media pluriennale. Il dato è basso e rispecchia la modesta crescita occupazionale osservata fino alla fine del 2017 in Svizzera, nonché la ripresa della congiuntura nell’Unione europea. L’immigrazione associata alla libera circolazione continua a dipendere dai fabbisogni dell’economia; gli immigrati sono ben integrati nel mercato del lavoro.

Negli ultimi anni l’immigrazione associata alla libera circolazione ha svolto un ruolo importante per rispondere al fabbisogno di manodopera e la ricerca di personale si è progressivamente orientata al sud e all’est dell’Europa. Recentemente però, complice la ripresa economica dei Paesi meridionali, il flusso di migranti provenienti da queste aree è fortemente calato, anzi nel 2017 il saldo migratorio del Portogallo è stato addirittura negativo. L’Italia invece, la cui economia presenta tuttora una crescita inferiore alla media, rimane un importante bacino di risorse.

Personale altamente o poco qualificato? C’è bisogno di entrambi - La richiesta di personale continua a mantenersi elevata, soprattutto se qualificato. Il 54% dei lavoratori giunti in Svizzera in virtù dell’accordo sulla libera circolazione è in possesso di un titolo di studio universitario, con le seguenti suddivisioni: Francia 70%, Germania 63%, Italia 50% e Portogallo 13%. Per la maggior parte, inoltre, i migranti altamente qualificati trovano un’occupazione adeguata al loro titolo di studio ovvero sono attivi in campi professionali dove i requisiti richiesti coincidono con le loro qualifiche formali. Il mercato, tuttavia, non ha bisogno soltanto di universitari e dirigenti: negli ultimi anni la domanda ha raggiunto un certo livello anche tra le attività che richiedono qualifiche più basse. Siccome la legislazione svizzera sugli stranieri non permette più di reclutare manodopera nei Paesi terzi per attività più basilari, si ricorre a persone provenienti dall’Unione, soprattutto dal sud e dall’est dell’Europa, con il risultato che una fetta consistente degli immigrati UE (17%) è priva di un titolo di studio post-obbligatorio.

Rapida integrazione lavorativa e convergenza delle retribuzioni - Il fatto che le persone immigrate denotino un alto tasso di occupazione sottolinea la stretta correlazione tra libera circolazione e mercato del lavoro. Nel 2017 il tasso di attività dei cittadini dell’UE era dell’87,2%, mentre la media nazionale è dell’84,0% e quella degli Svizzeri dell’84,4%. Di solito l’integrazione lavorativa degli immigrati dall’UE avviene immediatamente dopo l’arrivo in Svizzera. Stando a nuovi riscontri, inoltre, appena giunti nel nostro Paese gli immigrati guadagnano spesso redditi leggermente inferiori a quelli degli Svizzeri, ma con il passare del tempo riescono ad allinearsi o addirittura a superarli. Vista anche da questa angolazione, pertanto, l’integrazione degli immigrati UE nel mercato del lavoro è buona.

I risultati positivi degli immigrati sul mercato del lavoro non vanno tuttavia a scapito della popolazione locale: nel corso degli ultimi anni il rischio di disoccupazione degli Svizzeri è rimasto basso e la partecipazione al mercato del lavoro è progressivamente aumentata.

Aumenta il rischio di disoccupazione per certi gruppi, raro il ricorso all’assistenza sociale - Considerando il loro quadro formativo-professionale gli immigrati della libera circolazione – in particolare se provenienti dal sud e dall’est dell’Europa – sono esposti a un rischio di disoccupazione mediamente maggiore. Nel 2016 il 5,5% di queste persone ha percepito indennità giornaliere dell’assicurazione contro la disoccupazione; la percentuale media a livello nazionale è del 3,3% e per gli Svizzeri del 2,4%.

Viceversa, la percentuale di persone immigrate nel quadro dell’accordo sulla libera circolazione che nel 2016 hanno percepito prestazioni dell’assistenza sociale (2%) è nettamente inferiore sia alla media complessiva nazionale (3,2%) sia al dato relativo agli Svizzeri (2,6%). Sono molto rari coloro che beneficiano dell’assistenza sociale poco dopo essere arrivati in Svizzera. Idem dicasi per le prestazioni complementari al reddito principale: nel 2016 soltanto l’1,0% degli immigrati della libera circolazione ha avuto bisogno dell’assistenza sociale in aggiunta al reddito generato da un’attività a tempo pieno o parziale.

Nessun aumento dell’immigrazione all’inizio del 2018 - Stando alle ultime previsioni congiunturali quest’anno l’economia svizzera dovrebbe continuare a riprendersi a un ritmo sostenuto, il che lascia presagire un ulteriore calo della disoccupazione. Per ora non vi sono stati segni precursori di un nuovo incremento dell’immigrazione: l’immigrazione netta nella popolazione residente, cumulata da gennaio a maggio 2018, è del 4% al di sotto del dato dell’anno precedente, nello stesso periodo. Ora che anche l’Unione europea sta ritrovando slancio economico, il reclutamento di manodopera nei Paesi europei potrebbe risultare tendenzialmente più difficile.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Economia
CANTONE
8 ore
L'importanza della frutta e verdura ticinesi vista da... chi la mangia
Presentata “Ticino a te” la nuova campagna del Ccat perché «Siamo quello che mangiamo...»
SVIZZERA
15 ore
Il Ceo di Axpo avverte: «Rischio di carenza di elettricità in inverno»
Il fatto che metà del parco nucleare francese sia attualmente fuori servizio complica ulteriormente le cose
SVIZZERA
1 gior
Arranca il mercato delle auto, ma non di ibride ed elettriche
La crisi dell'auto? Colpa del Covid e della difficoltà a trovare chip. Multe agli automobilisti per 35,8 milioni.
SVIZZERA
1 gior
Gli svizzeri acquistano sempre di più sulle piattaforme online straniere
La Svizzera fa capolino anche nella top ten dei Paesi che più riescono a vendere all'estero
STATI UNITI
2 gior
I magazzini di Amazon rischiano di restare vuoti
Entro il 2024 l'e-commerce potrebbe esaurire tutte le sue possibili risorse lavorative americane
STATI UNITI
2 gior
Stop alla nicotina nelle sigarette
L'amministrazione Biden vuole ridurre la sostanza di modo che non crei più dipendenza e che quindi meno persone muoiano
SVIZZERA
3 gior
Ecco l'identikit della casa ideale per gli svizzeri
Sempre più giovani sognano di comprare un immobile, ma in pochi ci riescono a causa dei criteri di finanziamento
STATI UNITI
3 gior
Il figlio di Elon Musk cambia cognome per troncare qualsiasi legame
Stando a TMZ Xavier avrebbe anche avviato la procedura per cambiare genere
MONDO
3 gior
Tutti stregati dagli Nft: vero investimento o bolla?
Cosa si nasconde dietro la sigla che sta rivoluzionando il mercato delle aste
SVIZZERA
4 gior
L'inflazione rallenterà solo nel 2023
Il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo prevede un forte aumento nel 2022 prima dell'atteso calo
Copyright ©2022 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile