Archivio Keystone
Xi Jinping brinda al progetto della Via della Seta, 2017.
ASIA
21.04.21 - 20:030

Via della Seta: l'Australia molla la Cina

«Questa è un'altra mossa irragionevole e provocatoria», ha commentato Pechino

SYDNEY - La Cina perde il primo partner sulla Via della Seta. Il colossale piano di infrastrutture in tutto il mondo lanciato nel 2013 dal presidente Xi Jinping contava 139 partecipanti, all'ultimo aggiornamento: ora sono 138, perché il governo dell'Australia ha annullato il memorandum di intenti sottoscritto con Pechino tre anni fa da Victoria, il secondo Stato australiano più popoloso, in quanto ritenuto in contrasto con la politica estera nazionale.

«Questa è un'altra mossa irragionevole e provocatoria», è stato il duro commento affidato da Pechino alla sua ambasciata in Australia dopo l'annuncio del ministro degli Esteri Marise Payne (che per lo stesso motivo ha annullato due intese più longeve con Iran e Siria), epilogo quasi naturale dopo mesi di ruvidi rapporti diplomatici. Quando l'Australia ha aperto un'indagine sull'origine del Covid, la Cina ha reagito con sanzioni commerciali. Prima, a Pechino era piaciuta ancor meno l'iniziativa avviata da Canberra con Usa e Giappone per progetti di infrastrutture. Tensioni intrecciate alle pressioni internazionali sulla Cina per gli arresti dei dissidenti a Hong Kong e la repressione degli uiguri.

Xi con la Nuova Via della Seta (o Belt & Road Initiative) mirava ad approfittare del protezionismo di Washington in era Trump, coinvolgendo compagnie e banche cinesi per finanziare e costruire ferrovie, porti, autostrade e infrastrutture tecnologiche, e creare corridoi commerciali fra Asia, Europa, Africa e Sudamerica. L'unico Paese del G7 ad aderire - fra le perplessità di Usa e Ue - è stata l'Italia nel 2018. Un memorandum di intenti «più che altro simbolico, con scarsi seguiti», evidenzia la task force del Council on Foreign Relations, secondo cui la crisi del Covid ha messo a nudo i limiti dell'approccio cinese. È rallentato il flusso di rifornimenti da Pechino, molti Paesi hanno posticipato o cancellato progetti, e altri - soprattutto alcuni dei 39 Stati dell'Africa subsahariana membri della BRI, come il Kenya - si sono ritrovati con un fardello ulteriore di «debiti neocoloniali».

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Economia
SVIZZERA
9 ore
Alle stelle i prezzi delle auto usate
Visto il rallentamento delle auto nuove (causa mancanza di chip) la domanda si è spostata sull'usato
GIAPPONE
10 ore
Il Governo giapponese valuta la settimana lavorativa di quattro giorni
Tuttavia, l'opzione (volontaria) è accolta con scetticismo dagli esperti
SVIZZERA
14 ore
Il mercato ipotecario si fa più trasparente
Le serie temporali della BNS includeranno nuovi dati basati su un'indagine condotta sui prestiti individuali.
ITALIA
18 ore
L'Italia vince (e guadagna)
L'entusiasmo che circonda gli Azzurri ha un importante risvolto economico per la Figc.
SVIZZERA
1 gior
Sono anni che le banche svizzere non assumevano così
La graduale uscita dalla pandemia ha portato un aumento notevole nel personale bancario e finanziario elvetico
AUSTRALIA
2 gior
La guerra del vino tra Australia e Cina
Il governo di Canberra presenterà un reclamo al WTO, ma Pechino si difende e contrattacca
SVIZZERA
2 gior
La Svizzera sta già tornando alla normalità
Sabine D'Amelio-Favez ritiene che non sia necessario un pacchetto di stimoli
STATI UNITI
2 gior
I super Paperoni che schivano (legalmente) le tasse
Patrimoni a nove (e più) zeri e imposte irrisorie. Ed è tutto perfettamente in regola.
SVIZZERA
3 gior
ABB, un congedo parentale senza più distinzioni fra generi
La misura fa parte della strategia di inclusione e diversità lanciata dall'azienda
SVIZZERA
3 gior
Le assunzioni ripartono «in massa», ma non si trovano «candidati idonei»
Si cerca tanto, ma spesso senza successo. Lo indica una ricerca del gruppo Manpower
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile