Keystone
SVIZZERA
09.07.20 - 16:150

Coronavirus: le assicurazioni hanno perso 55 miliardi di dollari

A presentare la stima è uno studio di Swiss Re. I premi torneranno a livelli pre-crisi già l'anno prossimo.

ZURIGO - Il settore assicurativo mondiale ha subito perdite di 55 miliardi di dollari per il coronavirus, ma dovrebbe rapidamente risollevarsi: è quanto emerge dall'ultimo studio Sigma di Swiss Re. In un comunicato diffuso oggi il gigante riassicurativo elvetico spiega che la cifra indicata è peraltro da prendere con le pinze, visto che la situazione è ancora caratterizzata da un elevato grado d'incertezza.

Secondo il centro di ricerca di Swiss Re i premi globali dovrebbero tornare ai livelli precedenti la crisi già nel 2021. Nonostante la peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione e il significativo calo della domanda assicurativa di quest'anno, il settore dovrebbe quindi riprendersi più rapidamente del resto dell'economia globale.

L'evoluzione in atto potrà beneficiare principalmente dalla forza dei mercati emergenti, guidati dalla Cina. Essi contribuiranno a un aumento totale dei premi sul mercato mondiale dell'1% nel 2020 e del 7% nel 2021. «Sullo sfondo della crisi economica causata dal coronavirus, il settore assicurativo sta dimostrando la sua resistenza», commenta Jérôme Jean Haegeli, capoeconomista di Swiss Re, citato nel comunicato.

Il ramo ha comunque accusato il colpo: a livello mondiale i premi nel settore vita sono scesi del 6%, quelli del comparto danni dello 0,1%. A pesare sono stati in particolari i segmenti del commercio e dei viaggi.

Secondo le analisi della compagnia elvetica sarà il ramo danni che darà impulso all'intero settore, con premi più elevati rispetto al periodo pre-pandemico. Il costo delle assicurazioni sulla vita, invece, rimarrà più basso.

La buona capitalizzazione del settore dovrebbe permettere di assorbire le perdite generate dal Covid-19. «La maggior parte delle analisi esterne stima che le perdite massime sarebbero di 100 miliardi di dollari, il che equivale all'incirca ai danni causati dagli uragani Harvey, Irma e Maria nel 2017, che sono stati assorbiti», spiega Jérôme Jean Haegeli.
 
 

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