Keystone
REGNO UNITO
05.02.19 - 16:490
Aggiornamento : 17:24

Brexit: May ha nuove proposte per il backstop

Lo ha detto un portavoce di Downing Street. «L'accordo di pace non si tocca»

LONDRA - Theresa May intende illustrare giovedì a Bruxelles "nuove proposte" per provare a superare l'impasse sul backstop, il meccanismo vincolante di salvaguardia del confine aperto in Irlanda che Westminster contesta.

Lo ha detto un portavoce di Downing Street, senza entrare nel merito, dopo il consiglio dei ministri e prima d'una visita oggi della premier a Belfast. Ai colleghi di governo May ha confermato che la Brexit scatterà il 29 marzo, come previsto, pur insistendo sull'obiettivo d'arrivare a un accordo di divorzio.

Il portavoce ha spiegato che queste nuove idee vanno definite nei dettagli urgentemente e che è importante siano pronte prima di andare a Bruxelles.

Ha quindi precisato che le idee sul tavolo sono tre, ma ha rifiutato di dire se May intenda sottoporle tutte a Jean-Claude Juncker, in modo da permettere all'Ue di esprimere eventualmente una preferenza, o voglia indicarne alla fine solo una.

Secondo il Guardian, le tre proposte continuano a far riferimento a strumenti in grado di assicurare che l'ipotetica attivazione del backstop non sia a tempo indeterminato; oppure che la Gran Bretagna disponga di un qualche percorso di uscita unilaterale; o ancora che il backstop sia sostituito tout court da alternative (a cui il governo May sta lavorando con un gruppo di studio comprendente tutte le anime del Partito Conservatore) in grado di garantire diversamente il mantenimento post-Brexit di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord. Tutti scenari che, almeno nei termini delineati in passato da Londra, l'Ue ha finora ritenuto non percorribili.

May a Belfast: «L'accordo di pace non si tocca» - Il governo britannico conferma il suo "impegno assoluto" per il rispetto dell'accordo di pace del Venerdì Santo e per il mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda del Nord e Irlanda anche dopo la Brexit. Lo ha detto la premier Theresa May in un discorso a Belfast di fronte al business locale, insistendo di voler peraltro con l'Ue un accordo di divorzio in grado d'avere "un vasto sostegno" a Westminster. E di puntare a tal fine a "cambiamenti" del contestato meccanismo del backstop, non alla sua completa eliminazione.

Il nostro impegno a garanzia dell'accordo del Venerdì Santo del 1998 "è assoluto", ha sottolineato May di fronte a una platea di imprenditori e politici nordirlandesi, evidenziando da un lato la sua fedeltà alla causa unionista e al legame inscindibile fra Londra e Belfast, dall'altro la volontà di lasciare aperta la frontiera fra l'Irlanda del Nord e la Repubblica, come pure di difendere il patrimonio di legami stretti, d'interscambio a vasto raggio e di cooperazione privilegiata fra l'intero Regno Unito e Dublino.

La premier ha poi ricordato di aver accettato l'inserimento del backstop nel testo dell'accordo sulla Brexit raggiunto a novembre con l'Ue (uno strumento visto come il fumo negli occhi dagli alleati unionisti del Dup di Arlene Foster, ma in realtà accolto di buon grado da diverse aziende nordirlandesi), ripetendo tuttavia che la successiva bocciatura parlamentare a valanga di quel documento impone ora modifiche sul punto.

«Ciò che il Parlamento ci ha detto è che crede debbano essere introdotti cambiamenti sul backstop, non che ci debba essere un accordo senza alcuna assicurazione futura», ha precisato. «E su questa linea stiamo lavorando trasversalmente con la Camera dei Comuni, e vogliamo farlo anche con il governo irlandese e con l'Ue, per trovare il modo di mantenere gli impegni chiaramente definiti contro un confine 'hard' (in Irlanda), ma anche di rendere possibile... la ratifica» dell'intesa a Westminster.

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