Keystone / EPA
STATI UNITI
11.11.18 - 16:200
Aggiornamento : 19:15

Attacchi ai media, democratici pronti a indagare Trump

Lo afferma in un'intervista ad Axios il deputato Adam Schiff, che nella prossima legislatura dovrebbe guidare la commissione intelligence

WASHINGTON - I democratici, che fra un mese prenderanno il controllo della Camera dei deputati americana, sono pronti ad indagare sugli attacchi ai media da parte del presidente Donald Trump. Lo afferma in un'intervista ad Axios il deputato Adam Schiff, che nella prossima legislatura dovrebbe guidare la commissione intelligence.

Schiff spiega come si voglia fare luce sulle pressioni che Trump avrebbe esercitato sulle autorità postali per far pagare di più Amazon, e dunque per colpire Jeff Bezos, che è anche il proprietario del Washington Post. Inoltre si vuole capire se lo stop dell'amministrazione Trump all'operazione At&t-Time Warner sia stata una mossa per colpire la Cnn, controllata da Time Warner.

Niente stop all'inchiesta sul Russiagate - Un altro chiaro segnale dei democratici è il seguente: Trump non pensi di fermare l'inchiesta sul Russiagate o sarà crisi costituzionale.

Al suo ritorno dall'Europa, insomma, Trump troverà un clima tutt'altro che accondiscendente, col vecchio Congresso che si prepara all'ultima battaglia: quella che nei prossimi due mesi, prima che si lasci il passo ai nuovi eletti, avrà al centro soprattutto il tema immigrazione con l'arrivo della carovana di migranti al confine col Messico, e quello della legge di spesa, con la necessità di evitare lo shutdown, la paralisi del governo federale. Sullo sfondo sempre le indagini del procuratore speciale Robert Mueller messe a rischio dall'arrivo al ministero della Giustizia del fedelissimo del tycoon Matthew Whitaker, al posto del 'silurato' Jeff Sessions.

«Proteggere il procuratore speciale e il suo lavoro è di fondamentale importanza», afferma il leader della minoranza dem in Senato Chuck Schumer, facendosi portavoce di molti suoi colleghi di partito. Ma la mossa del presidente di licenziare Sessions, a cui non aveva mai perdonato il passo indietro sulle indagini, mettendo al suo posto un uomo di massima fiducia (nonostante Trump dica di non conoscerlo) allarma i democratici che avvertono: «Se il presidente pensa di bloccare o limitare l'inchiesta sul Russiagate sappia che questo porterà inevitabilmente a una crisi costituzionale». In pratica si contesta al tycoon il potere di ridimensionare il ruolo su Robert Mueller:  «Non può farlo - afferma Schumer - non è lui che ha l'autorità sul procuratore speciale».

 

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