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03.05.19 - 17:090
Aggiornamento : 19:31

Facebook studia una sua criptovaluta per i pagamenti

Potrebbe essere usata per fare acquisti su Facebook e su internet

MENLO PARK - Facebook al lavoro su un sistema di cripto-pagamenti. Nel mirino delle autorità e degli azionisti per la privacy, il colosso di Mark Zuckerberg studia una valuta digitale, una sorta di suo Bitcoin, che potrebbe essere usata per fare acquisti su Facebook e su internet: un'iniziativa che, se avrà successo, sarà in grado di lanciare finalmente le criptovalute fra il grande pubblico, mettendo in pericolo le carte di credito.

Al Project Libra, questo il nome in codice del progetto, Facebook lavora da più di un anno. E di recente, riporta il Wall Street Journal, sta collaborando con società finanziarie e venditori per metterlo a punto. L'obiettivo di Zuckerberg è raccogliere 1 miliardo di dollari per ultimare la rivoluzione nei pagamenti e, proprio per centrarlo, avrebbe avviato contatti con colossi del settore, quali Visa e Mastercard. I fondi raccolti servirebbero, nei piani del gigante dei social media, a sostenere il valore della criptovaluta così da metterla al riparo dalle forti oscillazioni di prezzo sperimentate dal Bitcoin e dalle sue sorelle.

Gli ostacoli comunque non sono pochi: fra questi lo scetticismo nei confronti delle criptovalute nei pagamenti. Ma soprattutto le difficoltà su più fronti di Facebook, la cui reputazione è stata danneggiata dal susseguirsi di scandali sulla privacy. Uno dei fattori a vantaggio di Facebook è il suo vasto pubblico: un terzo delle persone al mondo visita la piattaforma ogni mese. Nel piano allo studio, la società di Zuckerberg per favorire l'uso della sua criptovaluta potrebbe creare un sistema simile a quello dei 'punti fedeltà', pagando gli 'amici' con una frazione della valuta digitale quando cliccano sulla pubblicità sulla loro pagina o quando acquistano sulla sua piattaforma. Questo ne incoraggerebbe la diffusione, con il rischio però di infliggere un nuovo colpo alla reputazione di Facebook: dopo i miliardi accumulati alle spalle degli utenti 'infrangendo' le regole, è la critica, ora il social media vorrebbe pagarli per farli tacere e scongiurare le polemiche.

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