Keystone
CINA
03.08.18 - 14:570
Aggiornamento : 30.08.18 - 09:06

Trump attacca, la Cina risponde: ecco i dazi orientali

Pechino applicherà le tariffe non appena Washington adotterà i nuovi rincari nei confronti dell'import cinese

PECHINO - La Cina è pronta a colpire con pesanti dazi una lunga lista di prodotti 'Made in Usa' per un valore pari a 60 miliardi di dollari. È la risposta alle minacce di Donald Trump, che negli ultimi giorni ha proposto di raddoppiare le tariffe su 200 miliardi di dollari di beni cinesi. Non solo: il presidente americano ha anche firmato una legge che aumenta i fondi per contrastare a 360 gradi le politiche di Pechino su commercio, cambi e sicurezza.

«Basta ricatti e azioni unilaterali», è il monito degli uomini del presidente Xi Jinping che avvertono gli Stati Uniti nel giorno in cui i dati sul lavoro confermano lo stato di buona salute dell'economia Usa, con la disoccupazione scesa al 3,9%. «Non faremo sconti, e ad ogni azione ostile della Casa Bianca seguiranno contromisure per danneggiare l'economia Usa», giurano a Pechino. Uno scenario di "guerra" a colpi di tariffe e balzelli che rischia di incidere negativamente sull'intera economia mondiale. Basta vedere il nervosismo dei mercati, anche se le Borse in Europa hanno chiuso la settimana in rialzo e Wall Street non mostra per ora segni di cedimento.

Ma lo spettro di uno scontro Usa-Cina è reale, con scenari di tregua commerciale - come quella raggiunta tra Trump e l'Unione europea - per il momento lontani. Il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, ha ammesso che i negoziati con Pechino sono in una situazione di completo stallo e che i contatti tra le due parti negli ultimi giorni sono stati rari e del tutto infruttuosi. Alzando il tiro la Casa Bianca spera di fare pressioni sul governo cinese al fine di ottenere finalmente qualche concessione: anche sul fronte valutario, con la svalutazione dello yuan nei confronti del dollaro che complica le cose e irrita ancor di più il presidente americano.

Il piano di Pechino - una vera e propria rappresaglia - e' comunque pronto. Prevede di fissare vari livelli di dazi su oltre 5 mila prodotti americani importati in Cina. Quattro le tariffe ipotizzate: 25%, 20%, 10% e 5%. Ad essere colpiti potrebbero essere soprattutto il settore hi-tech, quello dei macchinari e quello agricolo e alimentare. Tutto dipenderà dalle prossime mosse di Washington e se davvero entreranno in vigore dazi del 25% su oltre 200 miliardi di dollari di prodotti 'Made in China'. Che, tra l'altro, si andrebbero ad aggiungere ad altre misure punitive già prese dall'amministrazione Trump come i dazi su acciaio e alluminio.

Intanto continua a preoccupare l'ipotesi che Washington possa decidere di imporre dazi sulle automobili importate dall'estero. E se al momento l'Europa ha incassato l'accantonamento di questo scenario, con grande sollievo soprattutto della Germania, a temere sono soprattutto le case automobilistiche asiatiche. Con la giapponese Toyota che teme un aumento fino a 3.000 dollari nel prezzo di alcuni popolari pickup e minivan esportati in America.

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