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ISRAELEI volti dei 28 bambini rapiti da Hamas: «La nostra pazienza è finita»

27.10.23 - 14:35
Tel Aviv ha pubblicato le storie dei piccoli in ostaggio dei terroristi. In piazza però le famiglie accusano il governo di inerzia.
Imago
Fonte Ats
I volti dei 28 bambini rapiti da Hamas: «La nostra pazienza è finita»
Tel Aviv ha pubblicato le storie dei piccoli in ostaggio dei terroristi. In piazza però le famiglie accusano il governo di inerzia.

TEL AVIV - Sono 28 immagini che stanno facendo il giro del mondo. Il governo israeliano ha pubblicato le storie e le fotografie dei bambini e dei ragazzi rapiti dai terroristi di Hamas durante l’attacco del 7 di ottobre. Il più piccolo degli ostaggi, Kfir, ha soltanto nove mesi ed è stato sequestrato assieme ai genitori e al fratello Ariel di quattro anni al kibbutz di Nir Oz. Erez, di 12 anni, chiuso invece «in un tunnel a 40 metri di profondità, senza poter vedere il sole, senza poter respirare aria fresca. Pensate a tutti quei bambini e neonati in quelle condizioni. Ogni giorno che passa è un giorno in più di crimine contro l’umanità», ha detto una mamma. «Il tempo passa veloce, non dobbiamo più aspettare. Io non sono una politica, sono una donna normale. Il governo sa cosa deve fare. Ma il mio messaggio è: basta raid su Gaza e liberate gli ostaggi».

Sono tante le città occidentali in cui sono state organizzate manifestazioni di solidarietà nei confronti delle famiglie delle persone rapire. Un grido che si alza unanime contro la violenza di Hamas: «Chiediamo la liberazione degli ostaggi». A Londra, a Los Angeles e a Nizza le fotografie dei bambini e dei ragazzi rapiti hanno invaso le piazze. A Sydney, in un parco, sono stati esposti 220 palloncini con altrettanti paia di scarpe per mostrare sostegno alle persone rapite.

Nel frattempo le famiglie degli ostaggi hanno protestato contro l’inerzia del governo di Tel Aviv e la mancanza di informazioni sulle trattative. «Liberateli adesso», hanno gridato scendendo in piazza ieri sera in una marcia di protesta.

«Sono stati rapiti da 20 giorni. Venti giorni in cui non abbiamo idea di come stanno, di come vengono curati, se stanno bene, se respirano ancora. Riesci a immaginare? Un incubo che viviamo giorno dopo giorno, tutti noi», ha detto al quotidiano The Times of Israel, Meirav Leshem-Gonen, la cui figlia Romi, 23 anni, è stata rapita durante il Supernova Festival di Reim, dove sono state uccise 260 persone. «Siamo stati molto pazienti, ma adesso basta. La nostra pazienza è finita, è esaurita». 

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