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MONDO
02.05.21 - 20:300

Per i paesi poveri il Covid rischia di essere solo l'inizio

Gli esperti: «Si rischia una spaccatura fra paesi vaccinati e quelli contagiati e il virus continuerà a mutare»

LONDRA - Paesi strutturalmente fragili che, inizialmente, hanno mostrato di riuscire a gestire l'emergenza Covid per poi finire - con la seconda ondata - in crisi totale.

È il caso dell'India che in questi giorni riporta diverse migliaia di morti al dì (ma che secondo gli esperti potrebbero essere molti di più) ma, forse più presto di quanto si pensi, di altri paesi poveri dal sistema sanitario non sfavillante e con una campagna vaccinale agli albori.

Un altro lato della medaglia - quello più ricco, efficiente e vaccinato - di nazioni come Stati Uniti e Regno Unito che - un pannello di esperti - invita all'impegno immediato, affinché quella che è già una tragedia non si propaghi, in un'ecatombe.

Al momento più del 30% dei decessi avviene in paesi dal basso reddito (un mese fa era del 9.3%), nel cosiddetto "Sud del Mondo". Oltre all'India e il Bangladesh inizia a preoccupare anche l'Africa - dove l'emergenza ossigeno è diffusa - con situazioni critiche in Kenya e Djibouti. Al momento il 32% delle vittime totali sono in Sud America, casa del 5,5% della popolazione mondiale.

Il rischio, spiegano gli esperti, «è che dopo il Covid il mondo risulti ancora più a due velocità, diviso e pericoloso», spiega Jeremy Farrar della fondazione filantropica briticannica Wellcome Trust citato dal Guardian, «questa è una delle sfide che ci aspettano nel 21esimo secolo».

Il timore è che, con una parte del mondo vaccinata e l'altra no, il virus sia libero di imperversare e - oltre ad alzare ulteriormente la triste conta dei morti - possa poi mutare come già successo in Brasile e poi in India, facendo ripartire il contagio a livello globale.

L'appello, in vista del vertice del G7 del mese prossimo , è quello di un impegno concreto e uno sforzo finanziario (che è già quantificabile nell'ordine dei miliardi) per far arrivare il vaccino, e le risorse mediche, là dove ancora non ci sono.

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