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ITALIA
29.03.21 - 20:400
Aggiornamento : 22:15

Aumentano i ricoveri e si va verso il picco di decessi

Sono 417 le vittime delle ultime 24 ore contro i 297 morti del giorno precedente.

Fra le regioni, a registrare il maggiore incremento giornaliero è stata l'Emilia Romagna, seguita dalla Lombardia.

ROMA - In Italia aumentano i ricoveri e sale la pressione sugli ospedali per l'epidemia di Covid-19: i dati del ministero della Salute descrivono una situazione ancora molto difficile, ma che secondo alcune analisi potrebbe presto raggiungere il picco, così come si preparano a farlo i decessi.

I numeri indicano oggi un ridotto incremento dei nuovi casi, pari a 12.916 in 24 ore, che probabilmente risente del rallentamento dei test nella giornata festiva. Sono stati individuati grazie a 156.692 test, fra tamponi molecolari e antigenici rapidi, e di conseguenza il tasso di positività risulta di 8,2%, con l'aumento di un punto percentuale rispetto al 7,2% del giorno precedente. Il numero complessivo delle persone positive al virus SarsCoV2 ha superato 3,5 milioni, con 3.544.957 casi.

Torna a salire il numero dei decessi, con 417 in 24 ore contro i 297 del giorno precedente. Aumentano anche i ricoveri nelle unità di terapia intensiva, pari a 3.721: 42 più di ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre i nuovi ingressi sono stati 192, contro i 217 del giorno precedente. Sono aumentati anche i ricoverati nei reparti Covid, con 462 unità in più in 24 ore.

Fra le regioni, a registrare il maggiore incremento giornaliero è stata l'Emilia Romagna, con 2.011 casi, seguita da Lombardia (1.793), Piemonte (1.504), Lazio (1.403), Campania (1.169) e Toscana (1.169).

La campagna di vaccinazione potrebbe comunque cominciare a far sentire i suoi effetti già in settimana, con il raggiungimento del picco dei decessi, come indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Di solito il picco dei decessi segue di alcuni giorni quello dei ricoveri e degli ingressi giornalieri nelle unità di terapia intensiva, ma questa volta potrebbe essere contestuale o addirittura precederlo, e il merito potrebbe essere attribuito alla vaccinazione delle categorie più fragili.

Sempre secondo i calcoli di Sebastiani in settimana è atteso anche il picco dei ricoveri in terapia intensiva. Una previsione in linea con il dato diffuso oggi dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e riferito al 28 marzo, secondo il quale comincia a rallentare la crescita dei ricoveri.

I numeri, tuttavia, sono ancora molto alti e indicano che negli ospedali è stata superata la soglia di allerta del 30%, con il 40% di ricoverati nelle terapie intensive e il 43% nei reparti di area non critica. Tuttavia, entrambi i valori non segnano un aumento e sono rimasti stabili rispetto al giorno precedente. Rispetto ad una settimana fa, nella data del 22 marzo, i posti letto occupati in terapia intensiva sono aumentati del 2% (erano il 38%) e dell'1% negli altri reparti di area non critica (era il 42%)

Un altro dato incoraggiante arriva infine dal ministero della Salute, secondo il quale nel febbraio scorso non si registrato un aumento della mortalità negli anziani di oltre 80 anni. Inoltre l'incremento dei casi osservato a partire da metà febbraio "non ha determinato un incremento della mortalità generale, come invece si era registrato nella precedente ondata; analogamente si osserva che il numero di decessi Covid-19 da metà febbraio ad oggi rimane pressoché costante". Nel documento "Andamento della mortalità giornaliera nelle città italiane in relazione all'epidemia di Covid-19" aggiornato alla settimana 10-16 marzo, il ministero sottolinea che "la campagna vaccinale rivolta alla popolazione a maggior rischio e l'elevata mortalità osservata nel nostro paese nelle fasi epidemiche precedenti, potrebbero aver limitato l'impatto sulla mortalità di questa nuova ondata".
 
 

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