Keystone
STATI UNITI
15.02.19 - 21:500
Aggiornamento 16.02.19 - 20:37

Uomo armato in un'azienda, allarme in Illinois

La sparatoria è avvenuta ad Aurora. I morti sono cinque

CHICAGO - Ha aperto il fuoco contro i suoi colleghi di lavoro, uccidendone cinque. Gary Martin è entrato nell'azienda dove lavorava, la Herny Pratt Co., con in tasca una pistola che "non avrebbe dovuto avere" e ha fatto una strage nel giorno del suo licenziamento.

Le indagini della polizia di Aurora, in Illinois, proseguono e con il passare delle ore il quadro appare più chiaro: resta comunque ancora da determinare se il gesto fosse premeditato o no. Martin, 45 anni, è arrivato come di consueto in mattinata in azienda, dove era in programma un incontro per comunicargli la fine del suo rapporto di lavoro. Non è ancora noto se Martin fosse a conoscenza o meno del fatto che dovesse essere licenziato. "Stiamo cercando di determinarlo" spiega la polizia. Durante l'incontro durante il killer ha aperto il fuoco, probabilmente ribellandosi alla decisione.

L'allarme è scattato immediatamente: la polizia è arrivata sul posto in cinque minuti. I primi agenti sono entrati da una finestra e sono stati colpiti da Martin che "sparava contro tutti" riferisce John Probst, un altro dipendente di Herny Pratt, una delle maggiori aziende americane che producono valvole. Lo scontro a fuoco con la polizia è durato più di un'ora, poi Martin è stato fermato ed è morto poco dopo. Fra gli agenti si contano invece cinque feriti, tutti in condizioni stabili.

"Non avrebbe dovuto avere la pistola", una Smith & Wesson, afferma la polizia spiegando che Martin era stato condannato per aggressione aggravata nel 1995. Nel 2014 però ne aveva acquistata una in Illinois. Le verifiche a cui era stato allora sottoposto non includevano le impronte digitali, e questo ha fatto sì che le autorità non siano venute a conoscenza della precedente condanna. Quando, sempre nel 2014, Martin aveva chiesto il permesso per il porto di un'arma nascosta, sono scattati ulteriori controlli e sono emersi i suoi precedenti. Il permesso gli è stato negato e le autorità gli hanno chiesto di consegnare volontariamente l'arma ma lui non l'ha fatto. E con la stessa arma ha compiuto la strage.

L'incidente di Aurora riporta alla ribalta il tema dei controlli sulle armi, considerato dai candidati democratici alle elezioni del 2020 la 'vera emergenza', non quella del muro con il Messico. Sulle armi l'esercito degli aspiranti presidenziali democratici è compatto: servono controlli e verifiche, perché va bene il rispetto del Secondo Emendamento ma non c'è bisogno di armi d'assalto.

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